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Pane artigianale, Tomaso Piras: “Il tempo è il nostro ingrediente segreto” Manuel Cozzolino
Il pane artigianale torna protagonista grazie a una crescente attenzione verso qualità, materie prime e lavorazioni lente, mentre Tomaso Piras racconta l’evoluzione dell’azienda di famiglia nata a Villacidro nel 1956. «Il pane non ha fretta. Il nostro ingrediente segreto è proprio il tempo.»

Seconda generazione alla guida dell’impresa fondata dal padre Luigi, Tomaso Piras continua un percorso che unisce esperienza, innovazione e rispetto delle origini, senza rinunciare alla continua ricerca dell’eccellenza. «Mio padre mi ha insegnato che innovare non significa dimenticare da dove tutto nasce.»

Per l’azienda sarda il lievito madre, custodito e rinnovato dal 1956, rappresenta il simbolo di una filosofia produttiva fondata sulle lunghe lievitazioni e sul rispetto dei tempi naturali. «Abbiamo un lievito madre che mio padre coltiva dal 1956 e non vogliamo allontanarci da questa strada.»
Secondo Tommaso Piras non servono competenze tecniche per distinguere un prodotto autentico, perché il profumo, il sapore e la fidelizzazione del cliente raccontano immediatamente il valore del pane. «Il pane lo riconosci dal profumo e dal primo morso. Se il cliente torna il giorno dopo, significa che hai fatto un buon lavoro.»
L’ascolto dei clienti rappresenta uno degli strumenti più importanti per migliorare costantemente la produzione, adattando l’offerta alle nuove esigenze senza compromettere la qualità artigianale delle lavorazioni. «Sono proprio i clienti che ogni giorno ci suggeriscono come migliorare il nostro lavoro.»
Negli anni in cui il consumo di pane diminuiva a causa delle mode alimentari, l’azienda ha scelto di investire nella freschezza e nel servizio, mantenendo saldo il proprio modello produttivo. «Abbiamo deciso di sfornare pane caldo durante tutta la giornata per offrire sempre un prodotto appena fatto.»
La domanda dei consumatori si è orientata verso pani integrali, cereali antichi e farine alternative, mentre l’azienda ha ampliato l’offerta con specialità capaci di valorizzare il patrimonio della tradizione sarda. «Abbiamo creato pane alle olive, alle noci, al mirto, focacce e tante specialità per soddisfare gusti diversi.»
Nonostante i cambiamenti nelle abitudini alimentari, il pane continua a rappresentare un elemento culturale e sociale capace di unire generazioni, coinvolgendo anche molti giovani consumatori. «Vedo tanti ragazzi che continuano a portare il pane a tavola, spesso grazie agli insegnamenti ricevuti in famiglia.»
La diminuzione dei forni tradizionali rappresenta una delle principali sfide del settore, ma Tommaso Piras guarda con fiducia alle nuove generazioni e al ritorno verso i mestieri artigianali. «Credo molto nei giovani e spero che continuino a innamorarsi del pane di una volta e del lavoro nei forni.»
Nel settantesimo anniversario dell’azienda, la famiglia Piras prepara il passaggio alla terza generazione investendo nella formazione, nella conoscenza delle materie prime e nella crescita professionale dei futuri panificatori. «Oggi la panificazione è quasi una scienza esatta e la formazione sarà fondamentale per garantire qualità anche nei prossimi settant’anni.»
Intervista a cura di Simona De Francisci
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