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Silent Sardinia Festival, il festival immersivo tra natura, cultura e sostenibilità Fabio Leoni
L’ottava edizione del Silent Sardinia Festival conferma la propria identità come uno degli appuntamenti culturali più originali della Sardegna, proponendo un format immersivo. Fino all’8 agosto il festival anima Cannigione, Santa Teresa di Gallura e Aggius, trasformando luoghi simbolo della Gallura in scenari dedicati a musica, teatro e spettacoli fruibili esclusivamente attraverso cuffie wireless. Il direttore artistico Michele Moi spiega l’obiettivo della manifestazione: «L’idea nasce soprattutto per riuscire ad attrarre un pubblico a 360 gradi con un’offerta diversificata nello stesso luogo».

Il tratto distintivo del Silent Sardinia Festival è rappresentato dall’utilizzo di un sistema audio a tre canali, che permette agli spettatori di scegliere contenuti differenti contemporaneamente, favorendo un’esperienza culturale personalizzata e inclusiva. Il debutto dell’edizione 2026 ha registrato una partecipazione positiva, confermando l’interesse verso una proposta innovativa nel panorama nazionale. Michele Moi sottolinea la filosofia del progetto dichiarando: «La maniera in cui lo utilizziamo noi è per l’inclusività, riuscendo ad attrarre un pubblico diversificato e invitando gli spettatori a tuffarsi in mondi rarefatti costruiti dall’immaginazione».
Il programma del Silent Sardinia Festival dedica ampio spazio alle famiglie con spettacoli educativi, laboratori sul riciclo creativo e iniziative dedicate alla tutela ambientale. Questi saranno affiancati da concerti organizzati in contesti naturali di grande fascino. Tra gli appuntamenti più attesi figurano quelli al Faro di Capo Testa e sulla spiaggia di Vignola Mare, con le esibizioni di Francesco Nicola Perra. Tra gli altri artisti anche Moses Concas e Micole Picchioni. Michele Moi evidenzia il valore dell’iniziativa affermando: «È un’esperienza molto immersiva che stimola l’immaginazione, soprattutto dei più piccoli e di quel bambino che continua a vivere dentro ogni adulto».
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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