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Biodiversità sarda: la sfida di Slow Food Radiolina
La biodiversità sarda torna al centro del confronto sul valore del cibo locale, tra tutela delle produzioni tradizionali, educazione dei consumatori e valorizzazione delle comunità. A parlarne è Valerio Taras, fiduciario Slow Food Sardegna. L’obiettivo, spiega, è costruire una maggiore consapevolezza intorno alla qualità e alla stagionalità, collegando produttori, territori e consumatori attraverso iniziative capaci di coinvolgere l’intera comunità: «Facciamo opera di sensibilizzazione, quindi di crescita culturale, sia nei confronti dei consumatori, sia nei confronti dei produttori», sottolinea.

Slow Food Sardegna promuove un modello fondato sui principi del buono, pulito e giusto, utilizzando guide, presìdi e iniziative territoriali per orientare le scelte alimentari. La Guida alle Osterie, per esempio, permette ai visitatori di individuare locali coerenti con questa filosofia e con una proposta legata alle produzioni locali. Secondo Taras, il turismo estivo spesso privilegia consumi rapidi, mentre la cultura del cibo richiede attenzione, conoscenza e tempo per comprendere prodotti, territori e tradizioni locali: «Quello che proviamo a fare noi è far crescere la cultura dei consumatori», afferma il fiduciario Slow Food Sardegna, indicando nella formazione uno strumento decisivo.
Tra le attività più recenti spicca il Presidio Slow Food dedicato alla Bottarga e al Muggine di Cabras, valorizzato anche attraverso il Festival della Bottarga. La certificazione del Presidio rappresenta un ulteriore strumento per distinguere una produzione legata alla tradizione e alla biodiversità del territorio. Taras ricorda inoltre l’importanza dei corsi dedicati a formaggi, vini, olio d’oliva e pane con lievito madre, pensati per aumentare competenze e consapevolezza: «Senza un consumatore informato, un produttore, per quanto bravo, non avrebbe uno sbocco naturale senza quella consapevolezza», spiega, ribadendo il ruolo della conoscenza nelle scelte alimentari quotidiane.
Un appuntamento centrale sarà Terra Madre Salone del Gusto, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre, con una presenza significativa della Sardegna. Grazie al contributo dell’Assessorato all’Agricoltura e dell’Agenzia Laore, saranno trenta le aziende sarde presenti come espositrici, con una rappresentanza significativa delle produzioni isolane. Laboratori, degustazioni guidate e incontri permetteranno di presentare formaggi, vini, birre, miele e oli, coinvolgendo anche i volontari Slow Food Sardegna:«Sarà una partecipazione ricca, animata da laboratori nei quali sarà possibile fare degustazioni guidate», annuncia Taras, sottolineando il valore nazionale e internazionale della manifestazione torinese.
L’Arca del Gusto raccoglie prodotti tradizionali, soprattutto quelli minacciati dalla scomparsa, e rappresenta una mappa della biodiversità alimentare italiana e internazionale. Tra le produzioni sarde citate da Taras figurano Fiore Sardo, Casizolu, Pecorino di Osilo, Fresa di Ittiri, Axridda, Pompia, Zafferano, Cappero, Cipolla e Aglio. Particolare attenzione viene riservata al Casizolu, prodotto con latte appena munto di bovine Sardo-Modicane e tutelato attraverso un Presidio per il rischio di estinzione: «Ci sono ancora due produttori che resistono e noi proviamo a dare valore a questa produzione», conclude Taras.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
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