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Dalla preistoria alla civiltà nuragica: la Sardegna spiegata ai più piccoli Massimiliano Rais e Nicola Dessì
Raccontare la storia antica della Sardegna ai bambini attraverso libri illustrati, linguaggio semplice e contenuti scientificamente rigorosi è l’obiettivo dell’archeologo Nicola Dessì. Insieme all’illustratore Antonello Angheleddu, Dessì ha realizzato tre volumi dedicati alla preistoria, alla civiltà nuragica e all’età punica dell’isola. Il progetto nasce anche dall’esperienza maturata nelle scuole sarde, dove l’interesse degli studenti si è spesso confrontato con pochi strumenti divulgativi. «I bambini erano molto interessati ma non avevano degli strumenti», spiega Dessì, raccontando l’origine di una collana pensata per colmare questa lacuna.

La collana è destinata soprattutto ai bambini tra i sei e gli undici anni, una fascia d’età nella quale l’immagine può diventare una porta d’accesso alla conoscenza. Dessì sottolinea quanto sia complesso selezionare le informazioni, evitando di sovraccaricare il racconto con dettagli difficili da comprendere. Le illustrazioni di Angheleddu accompagnano quindi testi brevi, pensati per suscitare curiosità e stimolare successivamente la lettura. «Quando hai a che fare con un target di bambini dai 6 agli 11 anni, devi cercare invece di essere molto sintetico», osserva l’archeologo.
Secondo Dessì, per lungo tempo è esistita una distanza significativa tra il linguaggio del mondo accademico-scientifico e quello rivolto al pubblico. Una situazione particolarmente evidente in Sardegna, dove la presenza quotidiana di nuraghi, musei e siti archeologici alimenta una crescente curiosità. I tre libri cercano quindi di rendere accessibili anche questioni fondamentali, come l’arrivo dell’uomo nell’isola e l’origine dei principali monumenti preistorici. «C’è sempre più bisogno di una divulgazione semplice ed efficace», afferma Dessì, indicando nella chiarezza uno degli strumenti fondamentali della conoscenza.
La conoscenza del passato assume inoltre un significato importante nella costruzione della consapevolezza storica delle nuove generazioni sarde. Dessì ritiene necessario superare una narrazione nella quale la Sardegna viene descritta esclusivamente attraverso conquiste, dominazioni e rapporti di subordinazione. Il progetto intende proporre invece una prospettiva nella quale le popolazioni dell’isola siano considerate protagoniste della propria vicenda storica. «Ogni popolo ha bisogno di conoscere la propria identità e le proprie radici», sottolinea l’archeologo, richiamando anche l’eredità culturale di Giovanni Lilliu.

La collana potrebbe proseguire con un quarto volume dedicato alla Sardegna romana, seguito eventualmente dalle epoche medievale e spagnola. Dessì ricorda inoltre l’attività dell’associazione Sardegna Terra di Nuraghi, impegnata nella valorizzazione della civiltà nuragica attraverso un percorso legato all’Unesco. Il lavoro dell’associazione ha coinvolto negli anni numerosi comuni e istituti scolastici, favorendo una maggiore attenzione verso il patrimonio archeologico dell’isola. «È fondamentale anche l’iter e il cammino verso di esso», spiega Dessì, sottolineando il valore della sensibilizzazione culturale oltre al riconoscimento internazionale.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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