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Hacker nei supermercati d’Europa, frigoriferi manomessi a distanza Cristian Asara
Fra la serata di domenica 1 e la mattina di lunedì 2 novembre, diverse strutture della grande distribuzione appartenenti ai colossi Ica e Coop sono finite nel mirino di attacchi informatici in Svezia. Seguendo una modalità già osservata in Francia, i responsabili sono riusciti a intervenire a distanza sui sistemi di controllo, alzando la temperatura dei frigoriferi e dei congelatori fino a settanta gradi.

L’innalzamento termico ha compromesso migliaia di prodotti alimentari custoditi nei punti vendita. La stampa locale stima perdite economiche quantificate in centinaia di migliaia di corone. Diverse strutture commerciali hanno dovuto sospendere temporaneamente l’attività per consentire gli interventi di ripristino dei sistemi di refrigerazione. Al momento restano da chiarire del tutto le eventuali connessioni con il blocco simultaneo registrato dalle casse automatiche.
Il fenomeno non si è limitato al territorio svedese. Azioni analoghe sono state rilevate in contemporanea in Belgio, Lussemburgo, Irlanda ed Estonia. Nel Paese baltico, la televisione pubblica Err ha documentato l’intrusione nei server di una catena commerciale con il conseguente innalzamento della temperatura interna di un congelatore fino a cinquanta gradi. Gli esperti di sicurezza evidenziano come simili vulnerabilità derivino spesso da credenziali di accesso vulnerabili o non aggiornate.
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