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Federico Carli a Cagliari presenta il libro “La corsa all’oro” Andrea Sechi, Federico Carli
Quanto guadagnano davvero le città che ospitano Olimpiadi, Mondiali e grandi manifestazioni sportive? E quali sono i benefici economici e turistici che rimangono ai territori dopo la conclusione degli eventi? Sono alcune delle domande al centro di La corsa all’oro, il libro di Federico Carli, presidente dell’Associazione Guido Carli, che sarà presentato domani a Cagliari, negli spazi di Sa Manifattura, nell’ambito dell’appuntamento Ideario Sport.
Il volume affronta il rapporto tra sport, economia e sviluppo urbano, analizzando le opportunità e i rischi legati all’organizzazione dei grandi eventi. Un tema particolarmente attuale anche per la Sardegna, dove le manifestazioni sportive vengono considerate uno strumento per promuovere il territorio e destagionalizzare il turismo, attirando visitatori anche nei mesi meno frequentati.
Secondo Carli, i grandi appuntamenti sportivi possono rappresentare una straordinaria opportunità di crescita, ma il successo non è automatico. Servono programmazione, trasparenza nella gestione delle risorse e una visione di lungo periodo, capace di guardare oltre i giorni della manifestazione.

Tra gli esempi positivi citati da Federico Carli ci sono le Olimpiadi di Roma del 1960, che hanno lasciato alla Capitale infrastrutture ancora oggi utilizzate, come la via Cristoforo Colombo, la via Olimpica e il Villaggio Olimpico. Opere che continuano a rappresentare un patrimonio per la città e i suoi abitanti, ben oltre la conclusione dei Giochi.
Un altro caso significativo è quello di Torino, che con le Olimpiadi invernali del 2006 ha avviato una profonda trasformazione. La manifestazione ha contribuito a ridefinire l’identità del capoluogo piemontese, accompagnando il passaggio da città industriale a destinazione turistica e internazionale. Un percorso proseguito negli anni anche attraverso altri appuntamenti sportivi, come le competizioni tennistiche.
Non tutte le esperienze, tuttavia, hanno prodotto risultati altrettanto positivi. Carli richiama i casi di Rio de Janeiro, dei Mondiali di calcio in Brasile e di Atene come esempi dai quali trarre insegnamenti per evitare investimenti poco efficaci e infrastrutture prive di un’utilità duratura.
Perché un grande evento lasci un’eredità positiva, spiega Carli, occorrono soprattutto trasparenza nella gestione e una strategia di lungo periodo. Gli impianti sportivi e le opere realizzate devono rispondere alle esigenze future della città, mentre i cittadini devono poter conoscere i costi e i risultati dell’intera operazione.
La capacità dello sport di produrre benefici economici non riguarda esclusivamente Olimpiadi e Mondiali. Secondo Carli, esiste un numero molto più ampio di manifestazioni che possono portare visitatori, visibilità e nuove opportunità ai territori. Anche le discipline considerate minori, insieme ai tornei e alle competizioni giovanili, possono generare ricadute significative sulle economie locali.
Il presidente dell’Associazione Guido Carli porta l’esempio della propria esperienza nella promozione del Gran Premio del Brasile di motocross. In diversi Stati del Paese sudamericano, la manifestazione ha contribuito ad aumentare la visibilità delle località coinvolte, richiamare turisti e attivare attività economiche.
Un percorso simile riguarda il tennis, con appuntamenti come gli Internazionali di Roma e le competizioni ospitate a Torino, diventati nel tempo eventi importanti per l’immagine e l’economia delle rispettive città.
La dimensione della manifestazione non determina da sola il valore dei suoi risultati: anche eventi meno imponenti possono produrre benefici importanti, soprattutto quando riescono a coinvolgere il territorio e ad attirare partecipanti e accompagnatori.

Il tema assume un significato particolare per la Sardegna, dove l’organizzazione di manifestazioni sportive durante i mesi autunnali e invernali può contribuire ad ampliare la stagione turistica. Carli guarda con favore a questa strategia e considera lo sport uno strumento utile per promuovere l’Isola anche al di fuori dei tradizionali mesi estivi.
Nel nord Sardegna ha avuto modo di conoscere alcune manifestazioni di calcio giovanile, appuntamenti che hanno registrato una partecipazione importante e contribuito alla promozione del territorio. Eventi di questo tipo possono richiamare atleti, famiglie e accompagnatori, generando presenze nelle strutture ricettive e movimento per le attività locali.
Le condizioni climatiche dell’Isola, favorevoli per buona parte dell’anno, rappresentano un elemento da valorizzare. L’obiettivo è mantenere attive le strutture turistiche anche nei periodi di minore affluenza, distribuendo le presenze su un arco temporale più ampio.
Dalle grandi competizioni internazionali ai tornei giovanili, lo sport può diventare una leva di sviluppo economico e promozione territoriale per la Sardegna. È anche attraverso queste opportunità che i territori possono costruire un’offerta turistica meno concentrata sull’estate e capace di coinvolgere un pubblico più ampio.
Intervista a cura di Andrea Sechi
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