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Ecco il fenomeno delle “foodie call” Cristian Asara
Nell’era degli appuntamenti digitali, dove swipe e match sono all’ordine del giorno, sembra emergere un nuovo trend: le “foodie call”. Non si tratta di una nuova tendenza culinaria, ma di un comportamento che sta diventando sempre più comune, soprattutto tra i giovani.
In sostanza, una foodie call si verifica quando una persona accetta un invito a cena o a pranzo, non perché sia realmente interessata all’altro, ma solo per godersi un pasto gratis. Si tratta di un inganno sottile, dove si sfrutta l’ambiguità delle prime fasi di una conoscenza per ottenere un pasto gratuito.
Una recente ricerca ha rivelato che una donna su tre ha ammesso di aver fatto almeno una foodie call nella vita. Ancora più sorprendente è il fatto che una su quattro lo faccia regolarmente, senza troppi sensi di colpa. Le app di dating sembrano aver facilitato questo comportamento, offrendo un’ampia scelta di potenziali “vittime”.

Ma cosa spinge una persona a comportarsi in questo modo? Le motivazioni possono essere diverse: per alcuni, potrebbe essere semplicemente un modo per risparmiare denaro, per altri, un gioco di potere o una forma di vendetta contro il sesso opposto. Indipendentemente dalle ragioni, le foodie call sollevano importanti questioni etiche.
Da un lato, c’è chi sostiene che si tratti di un comportamento innocuo, una sorta di “scambio di favori” in cui entrambe le parti ottengono qualcosa: uno un pasto gratis, l’altro la compagnia. Dall’altro lato, c’è chi lo considera un atto di disonestà e mancanza di rispetto nei confronti dell’altra persona, che viene ingannata e sfruttata.
Le foodie call mettono in luce anche le difficoltà della comunicazione e dell’interpretazione delle intenzioni nell’era digitale. Un invito a cena può essere letto in molti modi: un gesto di cortesia, un tentativo di approfondire la conoscenza o, appunto, una foodie call.
Radio Smeralda, puntata del 20 settembre 2024.