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Pastori in Sardegna: tra difficoltà burocratiche e siccità stage@radiolina.it
Il mondo pastorale sardo, da sempre legato alle tradizioni rurali e all’economia delle campagne, si trova oggi ad affrontare difficoltà sempre più gravi. Le sfide vanno dalla crescente siccità alle nuove complicazioni burocratiche che gravano sul settore. Ne ha parlato ai microfoni di Radiolina Nenneddu Sanna, allevatore di Orune, noto per essere stato uno dei leader della protesta del 2019 in Sardegna, famosa per il latte versato nelle strade.

“Due anni fa, la protesta a Cagliari è stata fondamentale per rivendicare il mancato finanziamento di 115 milioni di euro dal nuovo CSR “, ha dichiarato Sanna, che ha anche evidenziato la problematica legata all’esclusione del comparto vicaprino dal livello 1 al livello 2. La protesta, che si concluse con una vittoria per gli allevatori, ha portato allo sblocco di quei fondi . Recentemente, la Premier Giorgia Meloni ha firmato a Cagliari un accordo con la Presidente della Regione Sardegna , Alessandra Todde, destinato a 5 miliardi di euro in 10 anni per affrontare le emergenze, in particolare quella idrica, che è fondamentale per l’economia sarda. “Sono anni che si promettono fondi, ma non abbiamo ancora visto risultati concreti”, dichiara il pastore di Orune
Il mondo delle campagne ha pagato un duro prezzo a causa della siccità. Prima di imporre restrizioni ai cittadini, i pastori e gli allevatori sono stati chiamati a fare sacrifici, sopportando gravi difficoltà per la scarsità di acqua. “Quest’estate è stata particolarmente dura. In molte zone, incluso il mio paese, non piove da oltre un anno. Gli ovili sono rimasti senza acqua, e molti allevatori sono stati costretti ad acquistare acqua per il bestiame“, ha spiegato Sanna. “Le dighe vengono aperte quando i bacini sono pieni e, al contrario, si lamentano quando l’acqua scarseggia“, racconta Nenneddu Sanna, sollevando dubbi sul funzionamento delle risorse pubbliche in Sardegna. “Anni fa, dopo tre giorni di intense piogge, i bacini erano colmi, ma poi, durante l’estate, quando l’acqua è davvero necessaria, non c’è traccia di risorse.”
Per quanto riguarda il settore lattiero-caseario, Sanna commenta i progressi raggiunti: “Abbiamo ottenuto un miglioramento, con il prezzo del latte che oggi si aggira intorno a 1,50 euro al litro. Tuttavia, il vero problema è che, una volta raggiunto un equilibrio sul prezzo del latte, sono iniziati i rincari. Il nostro mestiere è diventato un cane che si morde la coda.” Il tema della burocrazia è quello che più preoccupa “La pastorizia e l’allevamento sono il motore dei nostri paesi. È evidente che la politica dovrebbe interrogarsi su come mai assistiamo a uno spopolamento delle zone rurali. I 500 euro che lo Stato versa alle famiglie con bambini nati in comuni con meno di 3.000 abitanti sembrano una barzelletta” asserisce Nenneddu Sanna
In risposta alla crisi del settore, è stato pensato un nuovo piano per reclutare giovani pastori dal Kirghizistan. “Per me è una cosa ridicola. Non possiamo cercare pastori all’estero quando la Sardegna è da sempre una terra fortemente legata alla pastorizia. Dobbiamo fare in modo che i pastori sardi possano rimanere nelle loro terre, migliorando le loro condizioni di vita e di lavoro“, conclude Sanna .
Intervista a cura di Alessandra Carta
Caffè Corretto del 05-12-2024
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