Sardegna, autonomia differenziata: bloccato il DDL Calderoli Manuel Cozzolino
Il tema dell’autonomia differenziata in Sardegna e non solo, è tornato al centro del dibattito politico e costituzionale. La Consulta ha recentemente pubblicato le motivazioni che hanno portato all’accoglimento dei ricorsi delle cosiddette regioni rosse, tra cui la Sardegna, smontando il DDL Calderoli, poi convertito in legge.

La decisione della Consulta ha evidenziato che in un sistema parlamentare come quello italiano, i diritti fondamentali devono essere garantiti secondo standard comuni a livello nazionale. Gianmario Demuro, costituzionalista e professore ordinario dell‘Università di Cagliari, ha sottolineato che la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) — come sanità e istruzione — è una prerogativa che deve essere mantenuta uniforme su tutto il territorio nazionale. Demuro ha spiegato in collegamento con Radiolina che “l’idea che scelte così fondamentali potessero essere fatte da ogni singola regione è evidentemente in contrasto con il principio di uguaglianza dei cittadini“. Il costituzionalista ha ribadito che la responsabilità di garantire i LEP spetta al Parlamento, che ha il compito di preservare la coesione nazionale.
La Sardegna, insieme ad altre regioni, ha evidenziato i rischi derivanti dall’autonomia differenziata per l’unità del Paese. Questa posizione è stata premiata dalla Consulta, che ha bloccato l’applicazione della legge. La sentenza apre ora la strada a un ripensamento dell’approccio all’autonomia, richiedendo una maggiore concertazione tra regioni e governo centrale. La sentenza della Consulta rappresenta un punto di svolta nel dibattito sull’autonomia differenziata. Rimane aperta la discussione su come conciliare la spinta autonomista di alcune regioni con la necessità di garantire uguaglianza e coesione a livello nazionale.
Intervista a cura di Alessandra Carta
Caffè Corretto del 05-12-2024
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