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Ep. 21 – Beatrice Venezi: il direttore d’orchestra elogia il pubblico sardo Francesca Figus
Il celebre direttore d’orchestra Beatrice Venezi è tornata in Sardegna, Isola alla quale è profondamente legata e che definisce come una seconda casa. Venezi ha raccontato i suoi progetti artistici, le sfide nel mondo della musica classica e il suo rapporto speciale con il pubblico sardo. Attualmente Beatrice Venezi è coinvolta in un’impresa artistica ambiziosa: creare un ponte ideale tra Sassari e Cagliari, con l’obiettivo di unire le due principali città sarde sotto il segno della musica e della cultura.

A Sassari, il direttore è impegnata in un progetto sperimentale che unisce due opere distinte ma simili nella trama: Le Villi e Giselle. Si tratta di una fusione tra balletto e opera, che include anche la prima grande composizione di Giacomo Puccini. A Cagliari, invece, Beatrice Venezi dirige al Teatro Lirico un’opera definita di grande spessore, accolto con entusiasmo e comprensione da parte del pubblico locale.
Secondo Venezi, il pubblico sardo è straordinario: si distingue per la curiosità, l’attenzione e la passione con cui si approccia alla musica, senza pregiudizi verso i diversi generi musicali. Il pubblico dell’isola si dimostra ricettivo e pronto a esplorare nuovi mondi sonori, rendendo ogni esibizione un’esperienza unica.
Oltre agli impegni in Sardegna, Beatrice Venezi è anche Direttore Principale dell’orchestra stabile del Teatro Colón di Buenos Aires, una delle istituzioni culturali più importanti del Sud America. Descrive il Colón come una vera e propria “fabbrica della cultura”, con orchestrazione, coro, corpo di ballo e laboratori interni.
Beatrice Venezi ha sottolineato le difficoltà legate al riconoscimento professionale delle donne nel suo ambito, raccontando come gli uomini vengano spesso chiamati “Maestro”, mentre lei viene presentata solo con il nome, a discapito del valore del titolo. Il direttore pone l’accento su temi cruciali come la parità salariale, ritenendo che le battaglie importanti si debbano concentrare su differenze sostanziali e non su semplici questioni linguistiche o formali.
Il direttore ha anche parlato del cosiddetto “meccanismo Mia Martini”, ovvero un atteggiamento di accanimento mediatico, spesso rivolto verso figure femminili non allineate, con la ripetizione sistematica di informazioni false fino a renderle credibili. Un fenomeno che trova terreno fertile soprattutto sui social media, danneggiando la reputazione e la libertà personale.
Cagliari occupa un posto speciale nel cuore di Beatrice Venezi. Oltre agli impegni professionali, la direttrice ha raccontato il suo rapporto affettivo con la città e la squadra rossoblù, ricordando con entusiasmo lo scambio di maglia durante l’anno della promozione in Serie A. Nonostante i tanti impegni, Venezi riesce a trovare a Cagliari un equilibrio tra lavoro e vita privata, apprezzando la qualità della vita e il piacere di semplici momenti di relax, come una pausa al Poetto.
Tra i suoi sogni futuri, Venezi desidera dirigere nei grandi teatri internazionali come il Metropolitan di New York o il Mariinsky di San Pietroburgo. Esprime anche la speranza che l’arte possa tornare a circolare liberamente, senza le barriere imposte dai conflitti geopolitici. Critica il boicottaggio degli artisti russi e sottolinea le difficoltà per le donne artiste nei paesi arabi, ribadendo l’importanza della libertà di pensiero e di espressione, soprattutto in ambito culturale.
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