È morto dopo diciannove giorni di coma Giampaolo Ferrai, 62 anni, conosciuto da tutti come Paolo, vittima di un violento pestaggio avvenuto a Tortolì. L’uomo è deceduto nella tarda serata di domenica all’ospedale Brotzu di Cagliari, dove era ricoverato in condizioni disperate dal 7 aprile.

Con il decesso, l’ipotesi di reato è stata automaticamente modificata: da lesioni personali a omicidio, segnando una svolta decisiva nell’inchiesta aperta dalla Procura di Lanusei. Ferrai era stato trovato privo di sensi davanti alla porta della sua abitazione, al civico 16 di via Siotto Pintor.
Le condizioni erano apparse fin da subito gravissime: il cranio fracassato e segni evidenti di violenza avevano fatto pensare immediatamente a un’aggressione brutale. Nonostante i tentativi dei medici, non si è mai ripreso.
Le circostanze dell’accaduto restano ancora avvolte nel mistero. Gli investigatori stanno cercando di capire se dietro l’episodio ci sia un’aggressione mirata oppure una dinamica diversa, come una caduta accidentale, anche se la natura dei traumi sembra escludere questa seconda ipotesi. I carabinieri lavorano senza sosta per ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo.
Tra le piste al vaglio emerge quella legata a un possibile movente economico. Nei giorni precedenti al pestaggio, Ferrai avrebbe parlato con alcune persone al Centro Caritas di Tortolì, che frequentava abitualmente, chiedendo informazioni su un’app per controllare il saldo del proprio conto corrente. Non si esclude che qualcuno possa aver intercettato quella conversazione e tentato di sottrargli denaro o dati sensibili.
Un altro elemento sotto esame riguarda un diverbio avuto recentemente con un conoscente, apparentemente per motivi banali legati a una catenina. Anche questo episodio potrebbe rivelarsi rilevante nel quadro investigativo.
A cura di Emanuele Dessì – Direttore testate giornalistiche Gruppo Unione Sarda
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