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Portoscuso: le origini della Festa di Santa Maria d’Itria Giuseppe Valdes
La Festa di Santa Maria d’Itria a Portoscuso è uno degli eventi religiosi e culturali più sentiti nel territorio del Sulcis Iglesiente. Ogni anno, migliaia di fedeli e visitatori partecipano a una celebrazione che unisce fede, storia e folklore. Ne ha parlato ai microfoni di Radiolina Marco Fois Biggio, delegato del Comitato Vergine d’Itria, sottolineando l’importanza della manifestazione anche per le nuove generazioni.

L’ultima edizione ha registrato un grande successo, confermandosi come un appuntamento imprescindibile per la comunità. La grande novità di quest’anno è stata la diretta televisiva su Videolina, che ha permesso anche a chi non poteva essere presente di vivere l’evento a distanza. Tra i momenti più solenni, la messa celebrata dal nuovo Vescovo di Iglesias al porto industriale di Portovesme ha rappresentato un forte segnale di continuità e rinnovamento.
La Festa di Santa Maria Itria affonda le sue radici nel passato, legandosi alla nascita del paese e delle antiche tonnare del Sulcis. Il culto risale al 1594, con i primi insediamenti di pescatori, e la costruzione della prima chiesa dedicata alla Vergine.
Le prime tracce scritte della festa risalgono al 1630, ma è probabile che la devozione sia ancora più antica. La Vergine d’Itria è la protettrice dei pescatori, e la sua figura è simbolo di protezione e speranza per una comunità che ha sempre vissuto in simbiosi con il mare e con la pesca del tonno.
La festa si svolge dal 7 al 10 del mese, con una serie di riti e celebrazioni carichi di significato. Durante questi giorni, il simulacro della Vergine viene portato in visita nelle case e nelle chiese del comune, rappresentando una Madre che visita i suoi figli.
Uno dei momenti più attesi è la processione a mare verso Capo Altano, dove si benedicono le acque e il lavoro dei tonnarotti. Questo rito evoca la leggenda del ritrovamento del quadro della Vergine tra le reti della tonnara, rafforzando il legame spirituale con il mare.
Il momento culminante della festa è il martedì, quando alle ore 18:00 si celebra la messa solenne al porto industriale di Portovesme, presieduta dal Vescovo e alla presenza delle autorità locali. Subito dopo, parte la processione via mare: il simulacro della Madonna viene imbarcato e, seguito da numerose barche, raggiunge il porto turistico di Portoscuso. Allo sbarco, il lungomare si riempie di fedeli, figuranti in costume tradizionale e rappresentanze istituzionali. La processione a terra coinvolge:
I trombettieri e tamburini della Sartiglia di Oristano
I cavalieri della Foresta Burgos e dei Carabinieri
I motociclisti del radiomobile di Cagliari
Il crocifisso tabarchino da Carloforte, presente per il terzo anno consecutivo
Il gruppo di Pabillonis, artefici dell’infiorata
La mattina del giorno principale è segnata da una messa solenne con l’offertorio, durante il quale viene portato un tonno intero in chiesa, simbolo del ringraziamento per la protezione e le grazie ricevute. Questo gesto rappresenta l’intreccio tra fede, lavoro e mare, che è alla base dell’identità del territorio.
Come ha sottolineato Marco Fois Biggio, la Festa di Santa Maria Itria non è solo un rito religioso, ma una manifestazione che racchiude l’intera identità culturale e storica di Portoscuso. È un evento capace di rinnovarsi nel tempo, grazie anche all’uso dei media, senza mai perdere l’intensità del sentimento popolare.
Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 11-06-2025
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