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Dermatite bovina: in arrivo 300.000 vaccini, ma gli allevatori sono preoccupati Giuseppe Valdes
“Dal 3 luglio non si registrano nuovi casi di dermatite bovina, ma il ritorno della Bluetongue ci preoccupa seriamente”. A dichiararlo è Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna. In Sardegna si contano 11 casi confermati e alcuni sospetti, mentre sono stati rilevati focolai anche nel continente e persino in Francia. Nonostante l’inizio della campagna vaccinale, le percentuali di copertura sono ancora troppo basse rispetto agli obiettivi regionali.

Secondo Cualbu, il vaccino utilizzato è vivo attenuato, una scelta che genera preoccupazione tra gli allevatori, memori di quanto accaduto negli anni 2000 con effetti collaterali superiori ai danni stessi della malattia: “Se lo Stato impone un vaccino, deve anche garantire coperture immediate in caso di danni e fornire rassicurazioni chiare. Non possiamo essere lasciati soli.” 300.000 dosi di vaccino sono attese per questa settimana, ma servono comunicazioni precise e univoche, anche da parte delle ASL, per evitare interpretazioni diverse da veterinario a veterinario.
Sull’ipotesi di abbattimenti indiscriminati, Coldiretti Sardegna è categorica: “Non possiamo distruggere un patrimonio genetico costruito in anni di incroci. Non si tratta di una macchina che puoi ricomprare: parliamo di animali unici e selezionati.” Particolare attenzione va posta su animali confinati o in stalla, che non rappresentano un rischio di contagio diretto. La richiesta è di valutare attentamente caso per caso prima di prendere decisioni drastiche.
Il contesto economico rende la situazione ancora più delicata. Oggi i vitelli in purezza raggiungono €7,80–€8 al chilo a peso vivo, quasi il doppio rispetto a qualche anno fa: “Il momento è favorevole per la remunerazione dei vitelli, grazie anche agli accordi di filiera che come Coldiretti abbiamo promosso. Vanificare tutto questo sarebbe un errore imperdonabile.” Una nuova emergenza sanitaria metterebbe in ginocchio un settore che finalmente aveva trovato stabilità, sia sul piano dei prezzi che della programmazione.
Cualbu è chiaro: servono tempi certi, strategie condivise e responsabilità politiche precise. Gli allevatori non devono essere abbandonati, ma accompagnati con strumenti concreti, chiarezza e rimborsi adeguati in caso di danni: “Speriamo di evitare un nuovo caso peste suina, che per anni ci ha isolato economicamente e territorialmente. Serve agire adesso, non tra mesi.”
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 08-07-2025
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