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18 novembre: Olbia e Arzachena ricordano le vittime del ciclone Cleopatra Giuseppe Valdes
Il 18 novembre segna undici anni dalla devastazione causata dal Ciclone Cleopatra, che nel 2013 ha provocato la morte di 19 persone. Da allora, la città di Olbia continua a confrontarsi con la necessità di un piano efficace per la messa in sicurezza del territorio. Una giornata divisa in due parti, come ha spiegato il giornalista del TG di Videolina Giampolo Cuccuru: questa mattina l’amministrazione comunale di Arzachena ha commemorato le quattro vittime della comunità. Durante il pomeriggio anche Olbia ricorderà la sue vittime.

Dopo l’alluvione causata dal Ciclone Cleopatra, Olbia ha avviato un piano massiccio per quanto riguarda la messa in sicurezza: sono stati effettuati interventi come la disostruzione della rampa del Rio Siligheddu e la demolizione e ricostruzione di ponti, tra cui quello di via Galvani e via Petta. Tuttavia, si tratta di misure temporanee. Le opere strutturali per mitigare il rischio idrogeologico hanno richiesto tempo, a partire dalla stesura del Piano di assetto idrogeologico, un processo durato due anni.
Il progetto Mancini, inizialmente proposto, è stato bocciato per il suo impatto ambientale, portando alla redazione di un nuovo piano, avviato nel 2022 e affidato alla Technital spa. Il piano è attualmente in fase di istruttoria presso la commissione regionale per la Valutazione di impatto ambientale. A luglio scorso, durante la Conferenza di servizi, sono state avanzate osservazioni che richiedono ulteriori approfondimenti tecnici.
Attualmente, il team è impegnato in un’indagine vegetazionale per censire gli arbusti che potrebbero essere rimossi lungo il tracciato dei canali scolmatori. Inoltre, si sta analizzando la caratterizzazione delle aree destinate al deposito dei materiali di escavo, con particolare attenzione all’area retrostante la spiaggia di Pittulongu. Qui il materiale di dragaggio verrà riutilizzato per ripristinare il cordone dunale originario.
Dopo la consegna dei rilievi, sarà necessario ottenere il parere positivo di compatibilità ambientale, seguito dall’approvazione definitiva da parte della Giunta regionale. Solo allora si potrà procedere con la redazione del progetto esecutivo. Nonostante l’importanza del piano, i tempi per la messa a bando dei lavori restano incerti. Una volta appaltati, si stima che i lavori possano restituire a Olbia un territorio sicuro entro due anni.
Intervista a cura di Nicola Scano
La Strambata del 18-11-2024
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