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41 bis in Sardegna, la Polizia penitenziaria: “Noi poliziotti ci siamo, ma abbiamo bisogno di uomini”

today27 Febbraio 2026 338

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41 bis in Sardegna e carenza di organico, il nodo delle risorse per garantire sicurezza e gestione efficace

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    41 bis in Sardegna, la Polizia penitenziaria: “Noi poliziotti ci siamo, ma abbiamo bisogno di uomini” Manuel Cozzolino

Le carceri Sardegna affrontano una grave carenza di personale, con circa 200 unità mancanti tra agenti e assistenti, oltre a vuoti nei ruoli direttivi. “La carenza di organico è alla base dei problemi del carcere, perché senza personale aumentano tensioni e aggressioni”, afferma Luca Fais, segretario nazionale del SAPPE. Secondo il sindacato, la riduzione degli organici incide direttamente sulla sicurezza interna e sulla gestione quotidiana dei detenuti più problematici. “Quando in sezione un agente resta solo, diventa difficile garantire sicurezza e trattamento adeguato”, sottolinea Fais.

Matteo Vercelli con Luca Fais negli studi di Radiolina.

Sovraffollamento e tensioni negli istituti di Sassari e Cagliari

Alla carenza di personale si somma il sovraffollamento, che interessa in particolare gli istituti di Sassari e Cagliari, aggravando condizioni già critiche.Sulla carta qualche posto potrebbe esserci, ma nella realtà le strutture sono piene e alcune sezioni necessitano ristrutturazioni, spiega Fais. Il trasferimento di circa 150 detenuti da Regina Coeli ha ulteriormente aumentato la pressione sul sistema penitenziario isolano. Noi poliziotti ci siamo, ma abbiamo bisogno di uomini, risorse e sostegno concreto dalle istituzioni, ribadisce il segretario del Sappe.

Luca Fais negli studi di Radiolina.

Disagi per detenuti e personale

Il sovraffollamento incide anche sulle condizioni di vita dei detenuti, spesso costretti in celle con più persone del previsto. Il malessere dei detenuti si riversa su di noi, perché siamo il primo punto di contatto e di sfogo”, evidenzia Fais. La funzione rieducativa della pena rischia di essere compromessa dalla scarsità di attività trattamentali e opportunità lavorative.
Sicurezza e trattamento devono procedere insieme, altrimenti il carcere non può assolvere alla sua finalità costituzionale”, aggiunge.

Carcere (Pixabay)

Reparti detentivi negli ospedali, il nodo sicurezza

Un’altra criticità riguarda l’assenza di reparti detentivi attrezzati negli ospedali, in particolare al Ospedale Santissima Trinità. “Senza camere di sicurezza negli ospedali mettiamo a rischio agenti, personale sanitario e cittadini”, denuncia Fais. Nonostante annunci e progetti avviati negli anni, la situazione resta irrisolta, secondo il sindacato.
È una soluzione semplice e già adottata in molte strutture italiane, ma qui siamo ancora fermi alle parole, afferma il segretario nazionale del Sappe.

41 bis e nuove assegnazioni in Sardegna

Sul tema del 41 bis, al centro di un acceso dibattito politico a Cagliari, il sindacato chiarisce la propria posizione operativa. Non è una questione di essere favorevoli o contrari, ma di avere risorse adeguate per gestire il 41 bis in sicurezza, precisa Fais. L’eventuale introduzione o ampliamento del regime speciale richiede un rafforzamento degli organici e un’organizzazione efficiente.Siamo pronti a fare la nostra parte, ma non possiamo lavorare allo sbaraglio senza numeri adeguati”, conclude.

Colonie penali e percorsi di recupero

Le colonie penali rappresentano, secondo il Sappe, uno strumento centrale nel percorso di reinserimento sociale dei detenuti, come quelle di Is Arenas, Isili e Mamone. “Le colonie sono un passo verso la libertà, perché uniscono lavoro, responsabilità e progressivo reinserimento, sottolinea Fais. Investire su questi progetti significa rafforzare sicurezza e rieducazione, secondo il sindacato. “Vedere un detenuto uscire cambiato è una soddisfazione anche per noi, perché la missione è garantire sicurezza e favorire il recupero”, conclude il segretario nazionale del Sappe.


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