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Adéla, chi è la nuova popstar che sta conquistando le classifiche? Giuseppe Valdes
Se il nome di Adéla ancora non vi dice nulla, è arrivato il momento di conoscerla. A 22 anni, la cantante slovacca è una delle nuove promesse del pop internazionale e ha trasformato una bocciatura in una competizione musicale nell’inizio di una carriera solista sempre più importante. Il suo album di debutto, “Prima”, è uscito il 4 settembre e raccoglie undici brani che mescolano elettronica, Auto-Tune, sonorità pop degli anni Duemila e una forte componente provocatoria.
Nata a Bratislava, Adéla Jergová ha alle spalle una formazione da ballerina professionista, costruita attraverso anni di studio tra Vienna e Londra. Oggi punta a creare un’identità artistica completamente personale e ambiziosa: non soltanto diventare una popstar, ma essere la “prima ballerina del pop”. Il suo nome ha iniziato a farsi conoscere anche dal grande pubblico grazie ai social e soprattutto al successo internazionale di “Ain’t In LA”, diventato virale su TikTok.

Il percorso di Adéla nel mondo della musica è iniziato con un’esperienza che sembrava poterla portare verso una strada completamente diversa. Nel 2022 si è trasferita a Los Angeles e ha partecipato a The Debut: Dream Academy, il progetto realizzato da HYBE e Geffen Records per creare un girl group internazionale composto da artiste provenienti da diversi Paesi. Da quella competizione sono poi nate le Katseye, protagoniste anche della docuserie Netflix Pop Star Academy.
Adéla, nonostante una preparazione tecnica già molto solida, è stata eliminata durante la prima missione. Quella che poteva sembrare una battuta d’arresto si è trasformata invece nel punto di partenza della sua carriera individuale. Fuori dalle dinamiche di un gruppo, la cantante ha potuto sviluppare un’immagine più personale, ironica e provocatoria, costruendo un’identità artistica difficile da ricondurre ai canoni di un girl group.
Nel 2024 sono arrivati i primi brani pubblicati indipendentemente, “Homewrecked” e “Superscar”. L’anno successivo Adéla ha firmato con Capitol Records e ha pubblicato il suo primo EP, The Provocateur. Il progetto ha contribuito a definire un personaggio esplicito e volutamente divisivo, distante dall’immagine più controllata sperimentata durante Dream Academy.
Con “Prima”, Adéla porta questa consapevolezza all’interno di un progetto discografico più strutturato. L’album racconta il desiderio di raggiungere la fama senza nascondere le contraddizioni che accompagnano la ricerca del successo nell’industria musicale. In “Starving Artist” affronta proprio il rapporto con l’ambizione, la precarietà e la necessità di farsi spazio in un ambiente competitivo.
Tra i brani più personali c’è “Therapy”, nel quale l’Auto-Tune diventa anche parte del racconto. Adéla mette in discussione le proprie capacità vocali e affronta il prezzo personale della sua ambizione, parlando anche della distanza dalla famiglia. Nel brano emerge il desiderio di portare la madre a vivere negli Stati Uniti e il dolore per essere stata lontana dalla sorella minore durante alcuni anni importanti della sua crescita.
Un altro momento significativo è “Nicole Kidman”, dedicato all’attrice australiana e alla sua immagine di donna elegante, potente e imprevedibile. Il brano contiene riferimenti a Moulin Rouge!, Babygirl e al celebre spot realizzato da Kidman per AMC. L’omaggio ha ricevuto una risposta dalla stessa attrice, che ha utilizzato “Ain’t In LA” nel suo primo video su TikTok e ha ringraziato pubblicamente la cantante.
Il salto di popolarità è arrivato soprattutto con “Ain’t In LA”, traccia conclusiva di Prima. Il singolo recupera atmosfere del pop dei primi anni Dieci e presenta un richiamo a We Can’t Stop di Miley Cyrus. Il collegamento non è soltanto musicale: la voce maschile che introduce entrambe le canzoni appartiene a Theron Thomas.
Il brano è diventato virale grazie soprattutto ai contenuti pubblicati dagli utenti sui social, che hanno trasformato il suo messaggio in una celebrazione delle proprie città e dei propri Paesi d’origine. Il concetto alla base della canzone è diretto: non è necessario vivere a Los Angeles per avere talento, ambizione e qualcosa da raccontare. Un messaggio che ha contribuito alla diffusione internazionale del singolo.
I numeri confermano la portata del fenomeno. “Ain’t In LA” ha superato i 100 milioni di stream complessivi, è entrata nella top 10 mondiale dei singoli più ascoltati su Spotify e ha raggiunto la posizione numero 61 della Billboard Hot 100. Con questo risultato, Adéla è diventata la prima artista slovacca a entrare nella classifica americana.
Anche il debutto di Prima ha registrato numeri importanti, con 10,69 milioni di stream su Spotify nel primo giorno. La cantante ha inoltre aperto i concerti del tour di Demi Lovato e si è esibita su palchi internazionali come Lollapalooza, Reading e Leeds. Per Adéla è ora in programma il The Red Bottoms Tour, che porterà la cantante tra America ed Europa tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
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