Michela Marzano presenta il nuovo libro “Qualcosa che brilla”
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Adolescenti e disagio giovanile: l’importanza dell’ascoltoGiuseppe Valdes
Chi sono i giovani di oggi? Noi adulti li capiamo davvero? Riusciamo a coglierne le ansie, il bisogno di certezze, la voglia di essere ascoltati e riconosciuti? Secondo la filosofa e scrittrice Michela Marzano il muro contro cui si scontrano oggi i nostri ragazzi è quello dell’invisibilità. Non si sentono visti, ascoltati, riconosciuti per ciò che sono. L’ultimo libro di Marzano, Qualcosa che brilla, edito da Rizzoli, affronta questo tema: dare voce ai ragazzi che si sentono trasparenti agli occhi degli adulti.
Adolescenti (Immagine simbolo)
La fragilità dopo la pandemia: un bisogno di ascolto
Marzano racconta che dopo i lockdown la prima sensazione, tornando in aula, è stata quella di percepire una fragilità nuova e profonda. I ragazzi, costretti per mesi in casa con gli adulti, si sono trovati di fronte a genitori che spesso non hanno saputo mostrare le proprie paure, fingendo che tutto andasse bene. È nato così un muro di silenzio e incomprensione.
Quando i giovani manifestano disagi o disturbi, dall’ansia ai problemi alimentari, fino alle dipendenze, spesso non parlano, convinti che le loro parole scivoleranno addosso agli adulti. Il primo passo, spiega Marzano, è imparare a guardarli davvero, a fare spazio dentro di noi per la loro diversità.
Il nuovo libro di Michela Marzano
Nel romanzo, otto giovani trovano accoglienza presso il dottor Rolli, un medico che ha lasciato la psichiatria tradizionale per aprire una casa di ascolto e dialogo. Rolli capisce che i sintomi non sono malattie, ma storie da raccontare: ogni disturbo è un modo disperato per dire “sto male”.
Rolli rifiuta di etichettare i ragazzi come “borderline”, “anoressici” o “schizofrenici”. Invece, crea gruppi di parola, dove i giovani condividono le proprie esperienze e iniziano un percorso di consapevolezza. Come scrive Marzano, “i nostri ragazzi non sono rotti, non c’è nulla da aggiustare: hanno solo bisogno di essere ascoltati”.
La copertina del nuovo libro di Michela Marzano
Genitori, siate autentici: la chiave della fiducia
Marzano lancia due messaggi forti ai genitori, invitandoli innanzitutto ad ascoltare i propri figli, non solo quando parlano, ma soprattutto quando scelgono il silenzio. Allo stesso tempo, li esorta a essere credibili, perché i ragazzi non credono più a parole che non trovano riscontro nei gesti quotidiani.
La filosofa sottolinea come credibilità e autorevolezza valgano più dell’eroismo: i giovani hanno bisogno di adulti autentici, capaci di mostrarsi per ciò che sono davvero e di accompagnarli con sincerità nel difficile percorso di costruzione della propria identità.
Osini: il paese sardo dei centenari
Osini è un piccolo comune dell’Ogliastra che vanta 8 centenari su 701 abitanti. Un dato da “blue zone”, le aree del mondo con il più alto tasso di longevità. Tra loro ci sono Vittorio Mura e Cesare Serra, rispettivamente di 100 e 101 anni. Le loro vite sono fatte di lavoro, sacrifici e legami autentici. Vittorio racconta di aver lavorato nei campi, Cesare ricorda gli anni all’estero ma non rinuncia mai a una passeggiata e a un bicchiere di vino.
Il segreto della longevità secondo il sindaco di Osini
Il sindaco Alfredo Cannas conferma: Osini ha numeri eccezionali, con un centenario ogni 94 abitanti, un record mondiale se si considera la popolazione nata tra il 1900 e il 2025. Gli studi in corso potrebbero presto confermare un legame tra longevità, stile di vita e DNA familiare.
Secondo il sindaco, il segreto sta in un mix di microclima favorevole, alimentazione genuina e vita attiva: «Gli osinesi hanno sempre lavorato duramente – spiega – camminavano, si muovevano, coltivavano la terra. Forse è anche questo il loro elisir di lunga vita.»
Giovani e futuro: la sfida dello spopolamento
Osini, come tanti paesi sardi, affronta oggi il problema dello spopolamento. I giovani amano il loro territorio, ma spesso mancano opportunità di lavoro stabili e retribuzioni adeguate: «Questo è il problema principale», ammette il sindaco, ma aggiunge con ottimismo: «I ragazzi sono entusiasti del loro paese e consapevoli della sua ricchezza. Serve solo dar loro un motivo per restare.»