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Ep. 19 – America’s Cup a Cagliari: la vela come motore di sviluppo Giuseppe Valdes
L’America’s Cup a Cagliari non è soltanto un grande evento sportivo internazionale. Per la Sardegna rappresenta un banco di prova per immaginare un nuovo modello di crescita legato a mare, innovazione, turismo nautico e alta formazione. Un percorso che, secondo le stime regionali, può generare un ritorno economico importante e soprattutto lasciare un’eredità duratura sul territorio.
A sottolinearlo è Corrado Fara, presidente della Federazione Italiana Vela – Zona Sardegna, che legge l’arrivo dell’America’s Cup come un passaggio storico per la diffusione della cultura velica in Italia. Il riferimento alle parole del ministro Andrea Abodi, secondo cui eventi di questa portata servono a rendere la vela più popolare, viene interpretato non come uno slogan ma come un preciso progetto di crescita sportiva e culturale.

Secondo Fara, la vela italiana ha vissuto una profonda trasformazione rispetto agli anni di Azzurra e delle prime partecipazioni italiane alla Coppa America. Se allora la disciplina appariva distante dal grande pubblico, oggi la situazione è radicalmente cambiata.
Il merito è dovuto alla maggiore visibilità mediatica, agli accordi per la trasmissione televisiva degli eventi velici e a una comunicazione sempre più accessibile. La sfida non è soltanto organizzare l’evento, ma raccontarlo in modo semplice e coinvolgente, affinché anche chi non conosce le dinamiche tecniche delle regate possa appassionarsi.
Per Corrado Fara, l’America’s Cup deve lasciare un segno concreto sul territorio, soprattutto sulle nuove generazioni. L’obiettivo è avvicinare bambini, ragazzi e giovani al mondo della vela, trasformando i grandi campioni in modelli capaci di stimolare nuove vocazioni sportive e professionali.
Cagliari parte già da basi solide. La città ospita da oltre un decennio la base di Luna Rossa, realtà che rappresenta un laboratorio di tecnologia avanzata applicata alla navigazione. Accanto a questo ecosistema opera anche la Federazione Italiana Vela, con un protocollo di collaborazione che prevede scambio tecnologico e formazione degli atleti.
Per Fara, questo modello può favorire lo sviluppo di un vero polo mediterraneo della vela, capace di unire sport, innovazione, cantieristica, professioni nautiche e turismo specializzato. La posizione geografica della Sardegna rappresenta un vantaggio strategico.
Cagliari, al centro del Mediterraneo, può diventare un riferimento per i grandi yacht, per i servizi nautici e per la crescita di una filiera economica che comprende manutenzione, cantieri, professionalità tecniche e artigianato specializzato.
Il ritorno economico diretto è solo una parte dell’equazione. Per il presidente della Federvela Sardegna, il vero valore sta nella visibilità internazionale della Sardegna, nella capacità di attrarre investimenti e nel consolidamento di un’immagine globale legata all’eccellenza del mare.
Dallo sport alla storia, la riflessione si sposta sul rapporto tra memoria personale, identità collettiva e attualità geopolitica con Barbara Serra, giornalista internazionale e autrice del libro “Fascismo in famiglia”.
Il volume nasce dal ritrovamento di una lettera familiare con simbologie naziste e diventa il punto di partenza per un’indagine sul passato italiano e sardo. Al centro della ricerca c’è la figura del nonno dell’autrice, Vitale Piga, prima podestà di Iglesias e successivamente podestà di Carbonia durante il regime fascista.

Barbara Serra affronta il tema con l’approccio maturato in anni di giornalismo internazionale tra BBC, CNN, Al Jazeera English e Sky News. Il suo obiettivo non è l’assoluzione né la condanna preventiva, ma la comprensione dei meccanismi storici e umani che portano individui e società ad aderire a ideologie autoritarie.
Nel libro emerge il percorso di un uomo partito dal sardismo e convinto che il fascismo potesse rappresentare una strada per il riscatto della Sardegna, salvo confrontarsi con le contraddizioni del regime, con le promesse disattese e con le trasformazioni politiche degli anni successivi.
L’analisi si allarga poi agli equilibri globali contemporanei. Serra riflette sulla trasformazione dell’ordine internazionale, sul ruolo crescente della Cina, sulle fragilità dell’Europa e sulla necessità di evitare letture semplicistiche basate su contrapposizioni rigide tra “Occidente” e resto del mondo.
A cura di Nicola Scano – Vicedirettore del TG di Videolina
Puntata del 23/05/2026
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