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Disturbi Alimentari: Cancellato il Fondo da 25 Milioni nella Nuova Legge di Bilancio Fabio Leoni
La nuova legge di bilancio ha sollevato preoccupazioni cancellando il fondo di 25 milioni di euro destinato alla lotta contro i disturbi alimentari (DCA) per il periodo 2023-24. Questa decisione ha destato allarme tra famiglie e operatori del settore. Considerando che le patologie come anoressia e bulimia stanno colpendo sempre più giovani, e in diverse regioni mancano strutture adeguate per la cura. Oggi a Radiolina, ne parliamo insieme a Elisabetta Manca di Nissa, presidente dell‘Associazione Voci dell’Anima, e la Psichiatra Annadele Pes.
Il focus si apre con le dichiarazioni della Presidente di Voci dell’Anima che asserisce: “Certamente i fondi non erano sufficienti per dotare tutte le regioni dei servizi che dovrebbero avere. Ogni Hub dovrebbe avere almeno un equipe o un ambulatorio multidisciplinare per la cura di questi disturbi. Aggiungo le residenze, i day hospital e sicuramente questo fondo è stato utile per dotare la Ragione Sardegna di una serie di servizi per la cura”.

Il vuoto creato dalla mancanza di finanziamenti è motivo di preoccupazione. Le patologie legate ai disturbi alimentari hanno interessato un numero crescente di ragazze e ragazzi in Italia. Secondo una ricerca dell‘Istituto Superiore di Sanità, pubblicata a marzo 2022, i pazienti nei Centri accreditati per la cura dei DCA sono circa 9.000. Tuttavia, questo dato è sottostimato rispetto ai circa 3 milioni di persone che non ricevono i trattamenti necessari.
Annadele Pes, psichiatra, responsabile dell’ambulatorio sui Disturbi del Comportamento Alimentare e referente regionale per l’utilizzo del fondo, è intervenuta ai microfoni di Caffè Corretto: “Il fondo è stato importantissimo per consentire di implementare la rete dei servizi territoriali. Naturalmente ha dato una boccata d’ossigeno ai servizi con l’assunzione di professionisti dell’area psicoterapica e riabilitativa”.

La situazione si complica ulteriormente, considerando che i disturbi alimentari non si limitano all’adolescenza, ma coinvolgono anche ragazze e ragazzi sotto i 13 anni e oltre i 30. La mancanza di sostegno finanziario per affrontare questa emergenza mette a rischio la salute di chi soffre di queste patologie e sottolinea la necessità di attenzione immediata da parte delle istituzioni.
Intervista a cura di Fabio Manca
Caffè Corretto del 15-01-2024