Un vasto sistema di secondary ticketing illegale, legato alla rivendita di biglietti per partite di Serie A e grandi concerti, è stato scoperto in Sardegna, con epicentro tra Olbia e la Gallura. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza di Sassari, una coppia residente nell’Isola avrebbe gestito per anni il traffico illegale. L’attività strutturata di acquisto massivo e rivendita online, occultando al fisco italiano oltre 30 milioni di euro. L’inchiesta ha acceso i riflettori su un presunto sistema internazionale. Andrea Deidda, della redazione di UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

L’indagine, avviata dal Gruppo della Guardia di Finanza di Olbia a seguito di una segnalazione sul fenomeno del bagarinaggio digitale, ha ricostruito un sofisticato schema operativo. L’uomo inizialmente monitorato risultava acquistare migliaia di biglietti per eventi sportivi e musicali, poi rivenduti tramite piattaforme online. Gli accertamenti hanno esteso il quadro investigativo anche alla moglie, attiva nello stesso settore. Tra il 2019 e il 2024, dalla Gallura sarebbero stati movimentati decine di migliaia di ticket per un valore superiore al milione di euro, con una società svizzera utilizzata come schermo fiscale.
L’attività sarebbe stata formalmente riconducibile a una società con sede in Svizzera, ma di fatto gestita stabilmente dalla Sardegna, circostanza che ha portato i militari a qualificarla come evasore totale sul territorio italiano. L’intero volume d’affari ricostruito è stato quindi sottoposto a tassazione in Italia, con particolare riferimento all’omessa dichiarazione dei redditi e all’evasione IVA. La coppia è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania per omessa dichiarazione. Il caso riaccende il dibattito sul controllo del secondary ticketing e sulle frodi online legate agli eventi.
Intervista a cura di Paola Pilia
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