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Interviste

Bonaria, il rettore della Basilica racconta il legame tra fede, memoria e speranza

micAndrea Sechi e Eugenio Caramiatoday2 Novembre 2026

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Commemorazione dei defunti, padre Eugenio Caramia riflette sul significato della morte e sulla risurrezione.

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    Bonaria, il rettore della Basilica racconta il legame tra fede, memoria e speranza Andrea Sechi e Eugenio Caramia

La commemorazione dei defunti, celebrata il 2 novembre, rappresenta un momento di riflessione sulla morte, sulla memoria e sul significato della vita. A Cagliari, questa ricorrenza assume un valore particolare anche per il legame storico e spirituale tra la Basilica di Nostra Signora di Bonaria e il vicino cimitero monumentale. Ai microfoni di Radiolina, padre Eugenio Caramia, rettore della Basilica, ha approfondito il significato religioso della giornata, invitando a guardare alla morte attraverso la fede cristiana. «Siamo chiamati non solo a meditare sulla morte come qualcosa di veramente triste o funebre, ma come un passaggio obbligato per vivere nella pienezza della luce», ha spiegato.

Eugenio Caramia negli studi di Radiolina.

Il legame tra la Basilica di Bonaria e il cimitero monumentale

Il rapporto tra la Basilica di Bonaria e il cimitero monumentale di Cagliari affonda le proprie radici nella storia della città. Padre Eugenio Caramia ricorda una relazione di familiarità, legata anche alle sepolture di alcuni confratelli mercedari vissuti nei pressi del convento. Il cimitero, nato nel contesto delle epidemie che colpirono Cagliari nell’Ottocento, conserva un importante patrimonio storico, artistico e spirituale. «Ci è rimasta nel cuore la bellezza che nasconde e mostra ai visitatori o ai parenti questo dormitorio», racconta il rettore, richiamando il significato cristiano del luogo.

Il 2 novembre tra preghiera, memoria e riflessione

La giornata del 2 novembre coinvolge numerosi fedeli che scelgono di partecipare alle celebrazioni religiose prima della visita alle tombe dei propri cari. Anche nella Basilica di Bonaria, la commemorazione rappresenta un appuntamento particolarmente sentito, con momenti di preghiera dedicati a tutti i defunti. Padre Caramia ricorda l’emozione suscitata da una persona che aveva voluto partecipare alla messa prima di recarsi al cimitero. «Voleva partecipare alla messa offrendo il sacrificio di Cristo per i propri cari defunti e per tutti i defunti», racconta. Una testimonianza che restituisce il valore spirituale della ricorrenza.

La società contemporanea e il rapporto con la morte

La società contemporanea sembra spesso voler allontanare il pensiero della morte, considerandolo un argomento scomodo da affrontare. Secondo padre Eugenio Caramia, questa rimozione convive però con una crescente contraddizione, evidente anche negli episodi di violenza raccontati quotidianamente dalle cronache. Il rettore invita a recuperare una riflessione sul valore dell’esistenza e sul rispetto della vita, senza considerare la morte un elemento estraneo. «La morte è collegata alla vita, ma si agisce come se la vita non avesse alcun senso», osserva, sottolineando le contraddizioni della società attuale.

Il cimitero di Bonaria, un monumento alla memoria e alla speranza

Il cimitero monumentale di Bonaria è molto più di un luogo di sepoltura: rappresenta uno spazio di memoria, arte e riflessione sulla fragilità umana. Le sue sculture funerarie raccontano il dolore delle famiglie, attraverso immagini capaci di restituire la profondità degli affetti e della perdita. Per padre Caramia, il cimitero conserva anche un significato religioso legato alla speranza cristiana nella risurrezione. «La morte non è la fine del mondo, ma il compimento della pienezza della vita», afferma il rettore. Un messaggio che conclude con un augurio: «Buona festa, che non è solo della morte, ma della vita che ci viene offerta a largo raggio».

Intervista a cura di Andrea Sechi

La Strambata del 02-11-2026

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