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Cagliari: il post di Luperto: “Se avessi detto no, sarei stato messo da parte” Paola Pilia, Lele Casini
Nel suo messaggio di addio, l’ex difensore del Cagliari Sebastiano Luperto ha spiegato con chiarezza una dinamica nota a chi vive il calcio dall’interno: dire di no a una scelta societaria può significare uscire dal progetto. Una frase, «Se avessi detto no, sarei stato messo da parte», che ha colpito i tifosi per la sua sincerità. Luperto ha ringraziato la città, il pubblico e l’ambiente rossoblù per l’affetto ricevuto, sottolineando come i legami veri restino anche quando il calcio corre veloce e passa sopra le persone.

Per il giornalista e radiocronista Lele Casini, si tratta di una verità scomoda ma reale, comune a tutte le società professionistiche. Le scelte di mercato spettano ai club e i giocatori, spesso, possono solo prenderne atto. In questo contesto, il post di Luperto non è uno sfogo sterile, ma il racconto di una realtà strutturale del sistema calcio.
Luperto non è una bandiera storica del Cagliari, ma in un anno e mezzo è diventato un punto di riferimento affidabile, sempre corretto dal punto di vista professionale e umano. La sua capacità di inserirsi in un gruppo già solido è stata apprezzata da tutti. Sul campo, poi, il giudizio resta legato al gusto personale: partite eccellenti, qualche errore, come accade a qualsiasi difensore.
Il vero nodo, però, è un altro. Poche settimane fa Luperto era considerato incedibile, in una fase in cui la classifica del Cagliari era peggiore. Da qui nasce la delusione dei tifosi, che vedono nella sua cessione il rischio di uno smantellamento della difesa, con conseguenze non facilmente pronosticabili per il resto della stagione.
La polemica resta, ma resta anche l’affetto reciproco tra Luperto e la piazza. «Una città che non dimenticherò mai», ha scritto il difensore, parole che spiegano perché molti tifosi siano rimasti male. Come sottolinea Lele Casini, nel calcio le cose cambiano rapidamente e ciò che sembrava impossibile fino a pochi giorni prima può diventare improvvisamente realtà.
Ora l’attenzione si sposta sul presente e sul futuro. Oggi è in programma un allenamento a porte aperte alle 15:30, preceduto dalle parole del direttore sportivo Angelozzi, chiamato a fare chiarezza sulle strategie di mercato. Sarà un passaggio chiave per comprendere la direzione del progetto rossoblù.
Il caso Luperto resta così emblematico di un calcio sempre più veloce e pragmatico, dove le scelte societarie prevalgono sulle storie personali, ma dove le emozioni e i legami con una città continuano a pesare, dentro e fuori dal campo.
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Intervista a cura di Paola Pilia
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