Il caos viabilità a Cagliari esplode con la chiusura di viale Merello per la potatura degli alberi: una scelta che ha causato disagi diffusi, confusione tra gli automobilisti e traffico congestionato. Una situazione che, secondo Emanuele Dessì, direttore delle testate del Gruppo Unione Sarda, mette in luce un problema più profondo: la totale assenza di coordinamento tra i cantieri urbani.

La chiusura del tratto superiore di viale Merello, una delle arterie principali della città, è stata disposta per consentire la potatura di alberi trascurati da oltre dieci anni. I lavori, affidati alla ditta “Santa Maria” di Monza, si svolgono ogni giorno dalle 6:45 alle 13. Una misura che ha subito mandato in crisi la viabilità, nonostante il periodo estivo con meno studenti e lavoratori. Il disagio è stato definito “un disastro normale” solo grazie alla diminuzione del traffico scolastico. In condizioni normali sarebbe stato, come sottolinea Dessì, “un disastro terribile”.
Gli automobilisti si sono trovati davanti a “barriere di barriere” in piazza d’Armi e alla “rotondina” all’incrocio con via Is Maglias, senza indicazioni chiare. Solo l’intervento degli agenti della Polizia locale ha evitato il caos totale, guidando il traffico verso percorsi alternativi come viale Buoncammino, via Don Bosco e viale Sant’Ignazio.
La potatura, pur necessaria, ha sollevato dubbi sulle modalità e i tempi. L’opzione dei lavori notturni è stata scartata per non disturbare i residenti, mentre l’assessora al Verde pubblico, Luisa Giua Marassi, non ha ancora chiarito se la chiusura di viale Merello proseguirà o meno.
Secondo Emanuele Dessì, questo episodio rappresenta solo la punta dell’iceberg. A Cagliari, ogni giorno si moltiplicano cantieri gestiti da enti diversi: Comune, ARST, Banoa, Ferrovie e società di telecomunicazioni, tutti operano in autonomia, senza una regia condivisa.
“Chi decide che si possa chiudere contemporaneamente via Merello e via Banal?”, si chiede Dessì. La mancanza di sinergia tra enti pubblici e aziende appaltatrici crea un effetto domino, congestionando i punti nevralgici della città.
Ogni giorno, a fronte dei 150.000 residenti, la città accoglie oltre 80.000 pendolari provenienti da hinterland e zone limitrofe. A questo si aggiungono i flussi turistici estivi, che, contrariamente a quanto si pensa, non alleggeriscono il traffico, ma lo complicano ulteriormente. Molti turisti utilizzano auto a noleggio o navette che necessitano di strade libere. Il risultato? Una città paralizzata, proprio quando avrebbe bisogno di mostrarsi più efficiente e vivibile.
Il caso di viale Merello dimostra che non è sufficiente eseguire interventi urgenti: serve una strategia condivisa e pianificata. Solo con un coordinamento unico tra i vari soggetti pubblici e privati sarà possibile evitare sovrapposizioni inutili, ottimizzare tempi e costi, e soprattutto restituire mobilità e serenità ai cittadini.
A cura di Emanuele Dessì – Direttore delle testate giornalistiche del Gruppo Unione Sarda
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