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Caldo estremo, l’allarme della UIL Sardegna Fabio Leoni
Il caldo estremo è diventato una questione di salute e sicurezza per chi lavora in Sardegna, soprattutto durante le giornate caratterizzate da temperature eccezionalmente elevate. Fulvia Murru, segretaria generale della UIL Sardegna, chiede un cambio di passo nella prevenzione, coinvolgendo imprese, istituzioni e servizi sanitari. Il rischio riguarda soprattutto cantieri, agricoltura, manutenzione, logistica e raccolta rifiuti, ma interessa anche capannoni, magazzini, cucine e laboratori privi di adeguata ventilazione. «Non stiamo più parlando di un fenomeno occasionale concentrato in poche giornate estive», sottolinea Murru, indicando nel caldo una nuova emergenza lavorativa da affrontare stabilmente.

La UIL Sardegna propone un protocollo regionale permanente capace di prevenire malori e incidenti prima che le condizioni climatiche diventino pericolose. Secondo Murru, il sistema dovrebbe stabilire criteri chiari per rimodulare gli orari, aumentare le pause, rafforzare la protezione e garantire una formazione adeguata. La proposta coinvolge istituzioni, sindacati, imprese, servizi sanitari e organismi di vigilanza, così da costruire regole realmente condivise. «Dobbiamo costruire un sistema permanente di prevenzione con regole chiare», afferma la segretaria generale, chiedendo anche la sospensione delle attività più pesanti durante i picchi di rischio.
Il cambiamento climatico impone quindi di ripensare l’organizzazione del lavoro, evitando che la tutela della salute venga considerata incompatibile con la produttività. Murru richiama anche temperature di 48,2 gradi raggiunte a Jerzu e Lotzorai tre anni fa, come segnali della necessità di prepararsi con anticipo. «La produzione non si difende mettendo a rischio le persone; si difende costruendo luoghi di lavoro più sicuri e organizzati», ribadisce. Per la UIL Sardegna, prevenzione e adattamento devono diventare elementi strutturali delle politiche occupazionali, perché fermarsi durante le condizioni estreme significa soprattutto proteggere lavoratrici e lavoratori.
Intervista a cura di Francesca Figus
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