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Capodanno: è mancata la programmazione turistica Giuseppe Valdes
Durante il periodo compreso tra Natale San Silvestro e Capodanno, solo il 20% degli alberghi sarà aperto, concentrando principalmente la loro attività nelle città che ospitano grandi concerti. Si prevede un’occupazione quasi completa, ma prevalentemente da parte di visitatori provenienti dalla Sardegna. Paola Manca, presidente Federalberghi Sardegna.
Il caro trasporti è un fattore significativo durante Capodanno, con voli disponibili ma a costi esorbitanti per chi non è residente. Ad esempio, presso l’aeroporto di Cagliari, ci saranno circa 200.000 passeggeri tra arrivi e partenze dal 22 dicembre al 7 gennaio, mentre i posti disponibili sono circa 230.000.
Il Nord che è partito con l’organizzazione dei concerti di Capodanno ha un tasso di riempimento degli hotel superiori all’80% e in molti casi ha già raggiunto il 100%. Le prenotazioni su Cagliari vanno a rilento, per una migliore fruibilità del concerto di Marco Mengoni, partendo dalla propria abitazione. La maggior parte delle presenze negli alberghi è rappresentata da sardi che si spostano da nord a sud e viceversa. In Sardegna in inverno rimane aperto circa il 20% degli alberghi, anche se su Alghero e Olbia questa percentuale viene superata.
La promozione turistica per Capodanno è assente, a causa dei ritardi nella presentazione dei vari programmi. Un preallarme alla compagnie aeree avrebbe permesso di organizzare una pianificazione sui voli con la conseguente apertura di molte strutture ricettive che hanno preferito rimanere chiuse. Con una programmazione seria e più giorni di eventi strutturati e organizzati all’interno della regione
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 27-12-2023