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Mondiali 2026: più squadre, nuove regole e distanze record Manuel Cozzolino
Prendono il via i Mondiali 2026, la prima edizione della Coppa del Mondo con 48 nazionali partecipanti e una formula destinata a cambiare profondamente il torneo. Carlo Alberto Melis, giornalista de L’Unione Sarda, ha evidenziato subito una delle principali criticità della competizione, dichiarando: “La formula è incredibilmente svantaggiosa per le squadre europee e privilegia la rappresentanza geografica rispetto al merito sportivo”.

L’allargamento del torneo ha consentito la partecipazione di nazionali che raramente avevano trovato spazio nella competizione mondiale, aumentando la rappresentatività geografica dell’evento. Secondo Melis, “È un mondiale inclusivo, con nazioni che fino a pochi anni fa difficilmente avrebbero avuto accesso a una manifestazione di questo livello”.
L’Italia sarà la grande assente della manifestazione, una mancanza che continua ad alimentare riflessioni sullo stato del calcio nazionale e sulla formazione dei giovani talenti. Melis ha sottolineato che “L’Italia ha sempre meno spazio e soprattutto sempre meno scuse, perché il vero problema nasce nelle strutture dove si forma il calcio”.
Tra i principali protagonisti del torneo ci saranno ancora Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, entrambi protagonisti di una carriera straordinaria e probabilmente all’ultima apparizione mondiale. Melis ha osservato che “Questa potrebbe essere l’ultima di Messi e una delle ultime di Ronaldo, due campioni che hanno segnato un’epoca”.
Oltre ai grandi veterani, l’attenzione sarà rivolta ai giovani talenti destinati a raccogliere l’eredità dei campioni del passato e a diventare i nuovi simboli del calcio mondiale. Melis ha spiegato che “Lamine Yamal è un predestinato e potrebbe essere il giocatore capace di conquistare tutti i principali riconoscimenti individuali”.
Le principali candidate alla vittoria finale restano alcune delle tradizionali potenze del calcio internazionale, dotate di organici profondi e ricchi di qualità. Melis ha dichiarato che “La Francia potrebbe schierare due squadre competitive per arrivare fino in fondo e resta una delle favorite assolute”.
La nuova formula potrebbe favorire percorsi inattesi e permettere a nazionali emergenti di raggiungere risultati storici in una competizione sempre più imprevedibile. Melis ha affermato che “L’imprevedibilità del calcio rende possibile qualche sorpresa importante e la Norvegia può essere una delle rivelazioni”.
La FIFA introdurrà diverse novità regolamentari per limitare le perdite di tempo e aumentare il tempo effettivo di gioco durante le partite. Melis ha evidenziato che “Stanno cercando di eliminare le interruzioni inutili perché oggi il vero problema del calcio è che spesso si gioca troppo poco”.
La finale sarà caratterizzata da un intervallo più lungo rispetto alla tradizione, seguendo una logica orientata allo spettacolo e all’intrattenimento del pubblico. Melis ha commentato la novità affermando: “È una scelta tipicamente americana che modifica le abitudini dei calciatori ma che verrà accettata pur di giocare la finale”.
Con tre Paesi organizzatori, un numero record di partecipanti e una struttura completamente rinnovata, i Mondiali 2026 rappresentano una svolta storica per il calcio internazionale. Melis ha concluso sottolineando che “Questo torneo introduce nuove variabili e potrebbe cambiare per sempre gli equilibri tradizionali del calcio mondiale”.
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Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
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