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Capoterra, trova in un cassetto due vecchi buoni postali del 1938 e 1970: possono valere 35mila euro Cristian Asara
Una pulizia di routine in una vecchia casa ereditata si è trasformata in una sorpresa patrimoniale. Giambattista Serra, un pensionato di 73 anni residente a Capoterra, ha ritrovato due storici buoni fruttiferi postali all’interno di un immobile a Santu Lussurgiu. L’abitazione apparteneva alla zia dell’uomo, Caterina Pira, scomparsa quasi centenaria dopo aver trascorso gli ultimi quattordici anni in una struttura di riposo a Bonarcado.

I documenti cartacei erano conservati in un cassetto, affiancati da vecchi pesos argentini che testimoniano il passato migratorio della famiglia in Sudamerica. Nello specifico, si tratta di un titolo da 100 lire emesso nel 1938, prima del secondo conflitto mondiale, e di uno da 100mila lire risalente al 1970.
Il primo tentativo di riscossione presso lo sportello postale locale non ha dato esito positivo: gli impiegati hanno infatti comunicato l’impossibilità di liquidare i titoli a causa del tempo trascorso. L’uomo ha scelto di non fermarsi al primo parere e ha avviato una ricerca online, interpellando poi lo studio legale dell’Associazione Italia per tutelare i propri interessi.
I consulenti legali hanno avviato un’azione formale con un ricorso indirizzato alla sede centrale di Poste Italiane a Roma. La tesi giuridica si basa sul principio della scoperta recente: il termine di prescrizione per il diritto al risarcimento inizierebbe a decorrere soltanto dal momento in cui l’erede è entrato materialmente in possesso dei beni, ignorandone prima l’esistenza.
I consulenti dell’associazione hanno stimato una cifra complessiva che si aggira intorno ai 35mila euro per il riscatto dei due fogli storici. Il calcolo non segue un semplice cambio monetario fisso, ma si basa sul potere d’acquisto reale dei diversi periodi storici e sulla capitalizzazione degli interessi nel tempo.
Una scelta metodologica che riserva una sorpresa: il buono del 1938 da sole 100 lire ha oggi una stima di circa 25mila euro. Al contrario, il titolo del 1970, pur avendo un valore nominale mille volte superiore (100mila lire), si ferma a una valutazione compresa tra gli 8 e i 10mila euro. Questo divario è dovuto al forte calo dei tassi d’interesse legali registrato sul mercato italiano a partire dagli anni Sessanta in poi.
Radio Smeralda del 02 -07-2026
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