play_arrow
Carbonia Film Festival 2026, cinque giorni di cinema, incontri e musica Stefano Birocchi e Francesci Giai Via
Dall’11 al 15 novembre Carbonia ospita una nuova edizione del Carbonia Film Festival, promosso dal Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria. Cinque giornate a ingresso gratuito, con proiezioni, anteprime, incontri con registi, performance artistiche e appuntamenti musicali. Il programma punta sul cinema italiano e internazionale, mantenendo uno sguardo attento sulle questioni sociali e politiche contemporanee. Come sottolinea il direttore artistico Francesco Giai Via, «il cuore del festival sarà, come di consueto, la sezione più amata dal pubblico, che è quella del concorso». Una proposta che conferma la vocazione culturale della manifestazione.

Il concorso nazionale propone cinque film della recente produzione italiana, firmati da giovani talenti e già presentati in importanti festival internazionali, tra Venezia, Toronto e Roma. Tra gli interpreti figurano Romana Maggiora Vergano, Riccardo Scamarcio e Tecla Insolia. Particolarmente significativo sarà l’incontro con il regista siriano-palestinese Abdallah Al-Khatib, ospite per presentare due opere, tra cui il documentario Little Palestine. Il suo cinema affronta il conflitto e la tragedia palestinese attraverso esperienze personali e testimonianze dirette. Giai Via evidenzia l’importanza della presenza dell’autore: «È una fortuna averlo con noi per parlare anche di questo, ma non soltanto».
Il programma comprende anche due installazioni-performance dal vivo, tra cui un progetto di Giorgio Ferrero, del collettivo My Boss Was, proiettato sulla parete del Teatro Centrale. La chiusura musicale sarà affidata a Dimartino, cantautore siciliano e protagonista del duo Colapesce Dimartino, che si esibirà insieme al polistrumentista Cammarata. Spazio inoltre ad Antonio Gramsci, attraverso un film dedicato ai cento anni dal suo arresto. L’opera ne restituisce anche la dimensione familiare e umana. Come spiega Giai Via, «lo rende un personaggio molto vivo e contemporaneo», capace ancora oggi di ispirare chi contrasta ogni forma di sopruso.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina