Il caro carburante continua a pesare su famiglie e imprese, con benzina e soprattutto diesel interessati da una forte crescita dei prezzi. Andrea Monticini, docente di Econometria all’Università Cattolica di Milano, interpreta l’aumento come uno shock legato alla minore disponibilità di carburante. Secondo l’economista, i rincari riflettono una situazione internazionale condizionata dall’aumento del petrolio e dalle conseguenze dei conflitti in Medio Oriente. “Il bene scarseggia e il prezzo più alto è lo specchio della situazione in cui ci troviamo”, spiega Monticini, sottolineando l’incertezza sulla durata dell’emergenza. Andrea Deidda, giornalista di UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Per Monticini, intervenire attraverso riduzioni delle accise o sconti generalizzati sul carburante rischierebbe soprattutto di nascondere il problema senza affrontarne le cause. La priorità dovrebbe invece essere quella di destinare le risorse pubbliche alle famiglie più fragili e alle imprese maggiormente esposte ai costi energetici. “Il Governo deve indirizzare tutte le risorse possibili per tutelare le famiglie più deboli e le imprese più esposte”, sostiene il docente. Gli aiuti, quindi, dovrebbero essere selettivi e concentrati sui soggetti realmente in difficoltà.
La soluzione indicata dall’economista passa inevitabilmente dalla riduzione dei consumi di carburante, attraverso comportamenti più sostenibili e alternative all’utilizzo individuale dell’auto. Trasporto pubblico, condivisione degli spostamenti e maggiore attenzione ai consumi possono contribuire a contenere l’impatto dei rincari. “Dobbiamo consumare di meno”, ribadisce Monticini, definendo necessaria una forma di austerity per affrontare una crisi dalla durata ancora incerta. Secondo il docente, infatti, nessuno può prevedere quando terminerà lo shock dei prezzi, rendendo insufficienti le sole misure tampone.
Intervista a cura di Francesca Figus
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