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Caso decadenza Todde: ecco cosa succederà il 7 novembre stage@radiolina.it
La vicenda della decadenza della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, arriva a un momento cruciale con l’udienza in Corte d’Appello fissata per il 7 novembre 2025, dopo il ricorso bocciato in primo grado dal tribunale civile. Come riportato ai microfoni di Radiolina da Enrico Fresu, giornalista di Unionesarda.it, la questione riguarda il mancato rispetto delle norme sul rendiconto delle spese elettorali introdotte a livello nazionale nel 1993.

Il caso Todde si sviluppa su più fronti. Sul piano politico, emergono tensioni negli equilibri del Consiglio regionale. Sul piano giuridico, la vicenda coinvolge il tribunale civile, la Corte d’Appello e la Corte Costituzionale, che ha emesso una sentenza a metà ottobre 2025. Inoltre, non va trascurato il fronte penale, legato all’ipotesi di falso in atti nelle dichiarazioni della presidente.
Il caso si basa sulla legge nazionale 515/1993, recepita in Sardegna nel 1994, che prevede obblighi stringenti per i candidati: l’uso di un conto corrente dedicato e la presenza di un mandatario elettorale. Secondo il tribunale di primo grado, la presidente Todde non avrebbe rispettato questi requisiti, rendendo possibile la sua decadenza.
La Corte Costituzionale ha stabilito che il collegio regionale di garanzia aveva errato nella qualificazione della decadenza. La sentenza non chiude il procedimento, ma fornisce un indirizzo interpretativo: l’eleggibilità deve essere privilegiata, interpretando l’ineleggibilità in modo restrittivo, e la Corte d’Appello può riqualificare le violazioni relative a mandatario e conto corrente come causa di decadenza.
Il prof. Fercia, avvocato e membro del collegio di garanzia, si è costituito in giudizio alla Corte d’Appello. La sua posizione è stata ritenuta legittima, e le sue memorie accolte dal tribunale. Fercia sottolinea che la Corte Costituzionale non ha annullato l’ordinanza, ma ha fornito indicazioni per la corretta applicazione delle norme nella vicenda.
Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la presidente Todde appare più tranquilla e pronta a continuare il suo mandato. Tuttavia, restano tensioni politiche interne, soprattutto riguardo al rimpasto in giunta. L’ingresso di Francesco Agus come assessore è stato bloccato per motivi finanziari, mentre i progressisti contestano la posizione dell’assessore all’agricoltura Gianfranco Satta, disconosciuto dal partito.
La decisione della Corte d’Appello del 7 novembre sarà determinante sia sul piano giuridico sia su quello politico. La presidente Todde mantiene margini di manovra, ma dovrà confrontarsi con gli equilibri della maggioranza e con l’approvazione della finanziaria regionale.
Intervista a cura di Andrea Sechi
La Strambata del 29-10-2025
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