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Caso Manuela Murgia: la perizia scagiona l’ex fidanzato Enrico Astero stage@radiolina.it
Il Caso Manuela Murgia riemerge nella cronaca giudiziaria a distanza di oltre trent’anni, dopo la chiusura dell’incidente probatorio che ha escluso tracce biologiche dell’ex fidanzato sugli abiti della giovane. Tuttavia, il medico legale Roberto Demontis ribadisce una posizione netta, affermando: «Non ho mai ritenuto credibile l’ipotesi del suicidio per precipitazione».

Analizzando referti e documentazione, Demontis sostiene che una caduta da trentacinque metri avrebbe prodotto fratture craniche e scheletriche assenti nel corpo di Manuela, spiegando: «Un impatto a novanta chilometri orari non può lasciare integri capo e arti». Secondo il medico legale, il quadro lesivo risulta incompatibile con una precipitazione verticale.
Il medico legale evidenzia che le lesioni riscontrate sono viscerali e da propagazione d’onda d’urto, tipiche di eventi come gli incidenti stradali, sottolineando: «Ho osservato quadri simili in altri casi di trauma complesso, non in cadute dall’alto». Questo rafforzerebbe l’ipotesi di una dinamica alternativa.
Un altro elemento centrale riguarda il ritrovamento del portamonete e di un fazzoletto a notevole distanza dal corpo, in un punto incompatibile con una caduta. Demontis afferma: «Quegli oggetti potevano essere persi solo durante un trasporto del corpo». Anche la cintura spezzata senza fibbia alimenta dubbi sulla scena del ritrovamento.
Secondo Demontis, l’insieme degli elementi suggerisce che Manuela non sia morta nel luogo del ritrovamento, ma successivamente collocata per ritardarne la scoperta. «La fibbia non si è rotta lì, è successo altrove», dichiara il medico legale, escludendo un evento accidentale sul posto.
Sul fronte opposto, la difesa richiama i dati dell’incidente probatorio, che non ha rilevato materiale genetico maschile sugli indumenti. Luciano Garofano, biologo e tossico forense afferma: «Le analisi del cromosoma Y sono negative e non documentano alcun contatto maschile». Un dato che, secondo i consulenti, ridimensiona le ipotesi accusatorie.
Enrico Astero, ex fidanzato di Manuela, ribadisce pubblicamente la propria estraneità ai fatti, descrivendo il peso personale dell’indagine. «Non c’entro nulla e non vedo l’ora che tutto finisca», dichiara, sottolineando l’impatto umano di una vicenda giudiziaria mai realmente chiusa.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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