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Coagri Sardegna: “Comunità energetiche per ridurre i costi” Giuseppe Valdes
La sostenibilità energetica e la riduzione dei costi rappresentano oggi due obiettivi fondamentali per il settore agroalimentare sardo. Per questo motivo Coagri Sardegna ha avviato già da diversi anni un percorso di innovazione che punta sull’autoproduzione di energia e sull’efficienza dei consumi, con l’obiettivo di rendere il mercato sempre più competitivo. A spiegare il progetto è stato Giorgio Licheri, direttore di Coagri Sardegna, intervenuto ai microfoni di Radiolina.

Come spiegato da Licheri, il tema della transizione energetica è entrato nella strategia di sviluppo di Coagri Sardegna già nel 2017, quando l’Unione Europea iniziò a definire le direttive sulle comunità energetiche, anticipando di fatto la normativa italiana arrivata successivamente.
Il primo progetto è stato sviluppato nel 2019, attraverso un monitoraggio dei consumi degli operatori del mercato con l’obiettivo di creare una comunità energetica capace di produrre localmente gran parte dell’energia necessaria ad alimentare sia le aree comuni sia gli spazi dedicati alle attività commerciali.
Successivamente è nata la comunità energetica condivisa con le prime nove aziende del centro commerciale La Corte del Sole, una scelta dettata dalla complementarità tra i consumi delle due realtà. L’obiettivo è massimizzare i benefici previsti dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), condividendo la produzione di energia e riducendo i costi sostenuti dagli operatori.
Oggi il progetto entra in una nuova fase grazie alla realizzazione di un impianto fotovoltaico da 900 kW installato sul tetto del mercato. Secondo Licheri, in futuro anche gli operatori potranno collegare piccoli impianti aggiuntivi per aumentare ulteriormente l’autoconsumo dell’energia prodotta.
Accanto alla questione energetica, Coagri Sardegna richiama l’attenzione su un altro problema che incide direttamente sull’economia dell’Isola: l’aumento dei costi del trasporto delle merci. Essendo una regione insulare, la Sardegna risente in modo particolare dell’incremento dei costi della logistica, dovuto all’aumento dei carburanti, dei costi operativi delle aziende di trasporto, della carenza di autisti e dell’introduzione delle nuove regole ambientali europee, tra cui il sistema ETS (Emission Trading System) applicato al trasporto marittimo.
Secondo Licheri, questi rincari hanno interessato sia i prodotti importati dal resto d’Italia e dall’estero, sia le produzioni locali. Anche gli agricoltori sardi, infatti, hanno dovuto affrontare un sensibile aumento dei costi delle materie prime, dell’energia, degli imballaggi e della logistica, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali.
Il direttore di Coagri Sardegna guarda con interesse alle iniziative istituzionali avviate tra Regione Sardegna e Corsica, finalizzate a chiedere una sospensione o una revisione dell’applicazione dell’ETS al trasporto marittimo.
Dal 2026 il sistema europeo dovrebbe entrare pienamente a regime, con il rischio di determinare un ulteriore incremento dei costi logistici per le imprese che operano sull’isola. Per Licheri, il costo dell’Insularità non può essere eliminato, ma è possibile ridurne gli effetti attraverso investimenti mirati.
Il percorso avviato da Coagri Sardegna punta a rendere il mercato agroalimentare più efficiente e resiliente di fronte alle sfide economiche e ambientali. Efficienza energetica, produzione da fonti rinnovabili, digitalizzazione e collaborazione tra imprese rappresentano gli strumenti individuati per contenere i costi di gestione e garantire maggiore competitività alle aziende del settore, in uno scenario in cui la sostenibilità è sempre più determinante per lo sviluppo dell’agroalimentare sardo.
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