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Collegio del Mondo Unito, opportunità per gli studenti sardi Luca Neri, Edoardo Oldani e Caterina Dessì
Il Collegio del Mondo Unito (UWC) rappresenta un’opportunità ancora poco conosciuta da molti studenti sardi, ma può aprire le porte a un percorso scolastico e personale di grande valore internazionale. Si tratta di una rete di 18 scuole presenti in diversi Paesi del mondo, nelle quali ragazzi e ragazze provenienti da oltre 80 nazionalità studiano insieme per gli ultimi due anni delle scuole superiori.
L’obiettivo dei Collegi del Mondo Unito va oltre la semplice formazione scolastica: mettere insieme giovani con culture, esperienze e background differenti per promuovere dialogo, sostenibilità e comprensione tra i popoli. Al termine del percorso gli studenti conseguono il Baccalaureato Internazionale, un diploma equivalente alla maturità italiana e riconosciuto dalle università italiane e internazionali.
Per gli studenti residenti in Sardegna c’è inoltre un’opportunità particolarmente importante: sono previste quattro borse di studio messe a disposizione dalla Regione Sardegna, alle quali si aggiungono altre borse destinate agli studenti di tutta Italia. L’obiettivo è permettere l’accesso ai Collegi indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia.

Il bando per accedere ai Collegi del Mondo Unito è aperto e le candidature devono essere presentate entro le 23:59 del 18 ottobre. Possono candidarsi gli studenti nati tra il 1° settembre 2009 e il 31 agosto 2011, con cittadinanza italiana oppure residenti in Italia da almeno due anni.
L’esperienza dura due anni e permette di conseguire il Baccalaureato Internazionale, aprendo successivamente diverse possibilità di studio e di lavoro. Molti ex studenti proseguono il proprio percorso universitario in atenei prestigiosi, in Italia o all’estero, mentre altri scelgono strade differenti. Il punto comune è spesso la volontà di mettere a disposizione delle proprie comunità le competenze e le esperienze maturate durante gli anni al Collegio.
Tra gli ex studenti c’è anche Edoardo Oldani, oggi membro della Commissione Nazionale Italiana dei Collegi del Mondo Unito. Oldani ha frequentato il Collegio di Hong Kong e racconta di aver trovato proprio lì le basi per approfondire la sua passione per le relazioni internazionali. Oggi lavora nell’ambito della diplomazia e dell’Unione Europea. L’esperienza, spiega, gli ha permesso soprattutto di conoscere persone provenienti da tutto il mondo e di comprendere quanto culture ed esperienze diverse possano rappresentare una ricchezza.
Tra gli studenti che stanno vivendo questa esperienza c’è anche Caterina Dessì, 18 anni, originaria di Cagliari, attualmente studentessa al Collegio del Mondo Unito di Maastricht, nei Paesi Bassi. Entrata nel Collegio alla fine di agosto dello scorso anno, racconta un’esperienza fatta di studio, nuove amicizie e soprattutto crescita personale.
Uno degli aspetti che distingue maggiormente il modello UWC dalla scuola tradizionale italiana è il rapporto con gli insegnanti. I professori vengono chiamati per nome e il rapporto con gli studenti è molto diretto e personale. Alcuni docenti vivono inoltre all’interno del campus, creando una comunità che va oltre le ore trascorse in aula.
Anche l’organizzazione degli studi è differente. Non esiste una classe fissa come nella scuola italiana: ogni studente costruisce il proprio percorso scegliendo le materie, per poi incontrare compagni diversi durante le varie lezioni. Caterina, per esempio, studia letteratura italiana e inglese, matematica, storia, design e scienze della Terra.
L’esperienza UWC richiede però anche capacità di adattamento. Per uno studente significa trasferirsi lontano dalla famiglia e dagli amici, costruire una nuova vita e confrontarsi quotidianamente con persone provenienti da Paesi e culture differenti.
Secondo Caterina, non esiste uno “studente UWC perfetto”. Servono piuttosto intraprendenza, una certa sicurezza in se stessi e la disponibilità a mettersi in discussione. Vivere in un ambiente così internazionale significa infatti confrontarsi con valori, abitudini e personalità molto diverse dalle proprie.
È proprio questo uno degli elementi centrali dell’esperienza: imparare a trovare il proprio modo di essere senza dover aderire a un modello prestabilito. Una formazione che non riguarda quindi soltanto le materie scolastiche, ma anche la capacità di vivere e dialogare all’interno di una comunità internazionale.
Intervista a cura di Luca Neri
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