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Contratti a rischio in Sardegna, 250 funzionari temono lo stop Massimiliano Rais, Tiziana Mori
Circa 2.000 funzionari e tecnici altamente qualificati impiegati nei Comuni del Mezzogiorno potrebbero andare incontro a un’interruzione anticipata del rapporto di lavoro entro dicembre 2026, con conseguenze anche per la Sardegna. A lanciare l’allarme è UIL Funzione Pubblica, tramite Tiziana Mori, portavoce del Comitato nazionale dei precari impegnati nelle regioni del Sud e lavoratrice direttamente interessata dalla vicenda. Nell’Isola sarebbero coinvolti 93 Comuni e circa 250 funzionari, secondo i dati riferiti durante l’intervista. Al centro della denuncia ci sono l’incertezza sulle risorse necessarie a garantire la prosecuzione dei contratti e il rischio che gli enti locali procedano con cessazioni anticipate. Mori riassume così la propria posizione: «Io rappresento il Comitato nazionale dei precari che lavorano nelle regioni del Sud e anch’io sono una di loro, quindi parlo per cognizione diretta».

A innescare la preoccupazione, secondo quanto riferito da Mori, è stata una comunicazione del Dipartimento competente in materia di coesione, indirizzata ai Comuni e finalizzata a raccogliere informazioni sulle somme già utilizzate per le retribuzioni e su quelle ancora disponibili entro la fine dell’anno. Una richiesta di rendicontazione che, in assenza di indicazioni chiare sui finanziamenti destinati alla prosecuzione dei rapporti di lavoro, avrebbe generato incertezza tra le amministrazioni locali. La rappresentante dei lavoratori sottolinea che la comunicazione non sarebbe stata accompagnata da indicazioni sufficienti sulle risorse necessarie a coprire il periodo successivo. «Il Ministero non ha altresì informato quali finanziamenti fossero stati individuati per la prosecuzione dei contratti», afferma Mori, evidenziando come la mancanza di certezze finanziarie possa tradursi in decisioni che incidono direttamente sulla continuità occupazionale.
La questione riguarda le scadenze contrattuali e le prospettive di proroga per il personale selezionato attraverso una procedura nazionale. Secondo Mori, i contratti sono stati stipulati sulla base della data di superamento della selezione e prevedono come scadenza iniziale il 31 dicembre 2026. Il percorso delineato, nella ricostruzione della portavoce, contemplava inoltre una proroga di ulteriori 36 mesi, in vista della successiva stabilizzazione del personale. L’incertezza sulle risorse, tuttavia, starebbe alimentando il timore di cessazioni anticipate già nelle prime settimane di dicembre, prima della scadenza contrattuale indicata. «I nostri contratti avevano e hanno come scadenza iniziale il 31 dicembre 2026», ricorda Mori, chiedendo che gli impegni assunti siano rispettati. La possibilità di proroga e le condizioni per l’eventuale stabilizzazione richiedono comunque conferme ufficiali sul piano normativo e finanziario.
La ricaduta territoriale della vicenda è particolarmente significativa per la Sardegna, dove i lavoratori interessati sarebbero distribuiti in 93 Comuni, oltre che nella Città metropolitana. Si tratta di professionisti con competenze tecniche, amministrative ed economiche, reclutati attraverso una selezione pubblica nazionale per titoli e colloquio, svolta tramite il portale inPA. I profili comprendono funzionari gestionali, identificati dalla sigla FG, e funzionari tecnici, indicati come FT. Le professionalità coinvolte spaziano dalla giurisprudenza all’economia, dalle scienze politiche all’architettura e all’ingegneria, con percorsi che possono includere iscrizioni agli albi professionali, master, dottorati e specializzazioni. «Abbiamo superato una selezione pubblica sul portale inPA per titoli e colloquio con una graduatoria nazionale», spiega Mori, rivendicando la preparazione dei lavoratori e la natura qualificata delle mansioni svolte negli enti locali.
Il lavoro di questi funzionari non si limita alla gestione delle attività connesse al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Come spiega la portavoce, il personale contribuisce anche al funzionamento quotidiano degli uffici comunali, supportando le attività di rendicontazione, i controlli amministrativi, la predisposizione di documenti e atti e il caricamento dei dati sulle piattaforme dedicate. Tra queste rientra ReGiS, il sistema utilizzato per il monitoraggio e la rendicontazione degli interventi finanziati nell’ambito del PNRR. In un contesto in cui numerosi enti locali devono fare i conti con carenze di organico e vincoli di bilancio, queste competenze rappresentano un supporto operativo che può incidere sulla capacità amministrativa e sulla qualità dei servizi. «Noi diamo una mano un po’ per tutto», afferma Mori, sottolineando che il contributo dei funzionari riguarda molteplici attività e non soltanto i progetti legati al PNRR.
Dietro i numeri della vertenza ci sono persone, nuclei familiari e situazioni economiche che potrebbero risentire direttamente di un’interruzione anticipata del lavoro. La prospettiva di perdere un impiego prima della scadenza prevista alimenta la preoccupazione di chi deve sostenere spese quotidiane, mutui e responsabilità familiari. Mori racconta di ricevere quotidianamente le segnalazioni dei colleghi, ma precisa di non poter divulgare le singole storie per tutelarne la riservatezza. La richiesta, dunque, non riguarda soltanto la continuità professionale, ma anche il rispetto degli impegni contrattuali e la dignità di lavoratori selezionati attraverso una procedura pubblica. «Ci sono famiglie che hanno figli, che hanno mutui, che hanno magari anche problemi di salute», evidenzia la portavoce, richiamando l’attenzione sull’impatto umano e sociale che potrebbe derivare dall’assenza di risposte tempestive.
Tra le richieste avanzate dal Comitato nazionale dei precari figura la proroga dei contratti ancora in essere e la definizione di un percorso che consenta di arrivare alla stabilizzazione, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa applicabile. Mori richiama anche il percorso seguito per altri lavoratori precari della Pubblica amministrazione, in particolare nell’ambito della giustizia, chiedendo che siano valutate soluzioni analoghe anche per il personale impegnato negli enti locali del Mezzogiorno. Il confronto, secondo la rappresentante, dovrebbe partire dal riconoscimento del contributo professionale fornito e dalla necessità di evitare disparità di trattamento tra lavoratori pubblici. «Anche noi abbiamo diritto a questo, non siamo dipendenti di serie B», dichiara Mori, ribadendo la richiesta di garantire continuità lavorativa e prospettive concrete a chi ha superato la selezione nazionale.
La vicenda è arrivata anche all’attenzione parlamentare. Nel corso dell’intervista, Mori riferisce della presentazione di un’interrogazione urgente da parte di esponenti del Partito Democratico, finalizzata a sollecitare i ministeri competenti a individuare le risorse necessarie per le proroghe. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sul finanziamento dei contratti e scongiurare interruzioni anticipate che potrebbero compromettere sia la continuità occupazionale sia il supporto assicurato agli enti locali. Per verificare nel dettaglio il contenuto dell’atto parlamentare, i firmatari e gli eventuali sviluppi, sarà necessario fare riferimento al testo ufficiale dell’interrogazione e alle risposte istituzionali. «Si chiede ai ministri di dare risposte concrete, di individuare subito le risorse per le proroghe dei nostri contratti», afferma Mori, indicando nella copertura finanziaria il passaggio decisivo per affrontare l’emergenza.
Le prossime settimane saranno determinanti per comprendere se le amministrazioni interessate riceveranno indicazioni chiare sulle risorse e sulle modalità di prosecuzione dei rapporti di lavoro. Per i funzionari coinvolti, la priorità è evitare che l’incertezza finanziaria si traduca in cessazioni anticipate e ottenere garanzie sul percorso contrattuale. Per i Comuni, invece, la continuità del personale qualificato rappresenta un tema che riguarda anche la capacità di portare avanti le attività amministrative e di rispondere alle esigenze dei cittadini. La vertenza resta quindi aperta, in attesa di eventuali provvedimenti e comunicazioni ufficiali. La speranza espressa dalla portavoce è che la questione possa trovare una soluzione prima delle festività: «Speriamo di risentirci prima di Natale per dirvi che festeggeremo il Natale con serenità, con buone notizie».
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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