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Corpo Forestale: il perchè dello sciopero del 21 luglio Fabio Leoni
Il Corpo Forestale della Sardegna si prepara allo sciopero del 21 luglio, proclamato da Safor Cisl, Fesal e Uil FPL per chiedere una riforma complessiva dell’organizzazione. La manifestazione si svolgerà davanti al Consiglio regionale, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione della politica sulle principali criticità del settore. Il segretario Safor Cisl, Ignazio Masala, spiega: «Vogliamo che il Consiglio si occupi in maniera seria e definitiva del futuro del Corpo Forestale», sottolineando l’urgenza di aggiornare una normativa ormai superata.

Secondo Ignazio Masala, la legge regionale istitutiva del Corpo Forestale risale a oltre quarant’anni fa e non risponde più alle funzioni assegnate negli ultimi decenni. Il sindacato propone una riforma ispirata al modello della Valle d’Aosta, con maggiori garanzie professionali e un percorso di carriera definito. Masala evidenzia: «Non esiste che oggi un agente del Corpo Forestale non conosca il suo futuro per quanto riguarda la propria carriera», ribadendo che servono regole certe per valorizzare il personale.
Tra le principali preoccupazioni emergono la cronica carenza di personale, il progressivo invecchiamento degli organici e le difficoltà nel garantire il ricambio generazionale necessario. Il recente concorso, secondo il sindacato, non basterà a colmare le numerose vacanze previste nei prossimi anni. Ignazio Masala lancia un ulteriore allarme: «Oggi siamo circa mille tra colleghe e colleghi e il cinquanta per cento del personale è parzialmente o totalmente inidoneo al servizio antincendio», evidenziando le conseguenze operative sulla sicurezza e sulla gestione delle emergenze.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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