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Interviste

Da Copenaghen a Venezia in bici: l’impresa del giovane sardo Gioele Medas

micMariangela Lampis, Gioele Medastoday21 Luglio 2026 115

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Da Copenaghen a Venezia: il viaggio in bicicletta di Gioele Medas racconta un’Europa fatta di incontri

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    Da Copenaghen a Venezia in bici: l’impresa del giovane sardo Gioele Medas Manuel Cozzolino

Partito da Copenaghen dopo sei mesi di Erasmus, il ventitreenne sardo Gioele Medas ha scelto di raggiungere Venezia esclusivamente in bicicletta, affrontando un percorso di circa 1.600 chilometri attraverso il cuore dell’Europa. Dopo aver già superato i mille chilometri, il giovane continua il viaggio nonostante guasti meccanici, maltempo e cambi di programma. “Ho pensato: perché non tornare in bici?, racconta l’ospite, spiegando come l’idea sia nata in modo spontaneo durante il soggiorno universitario.

Gioele Medas, studente (Foto concessa)

Un’idea nata durante l’Erasmus

L’avventura prende forma negli ultimi mesi dell’Erasmus trascorsi nella capitale danese, una città che ha rafforzato il rapporto quotidiano di Gioele con la bicicletta. Abituato a spostarsi pedalando ogni giorno, lo studente dell‘Università Ca’ Foscari ha deciso di trasformare il rientro in Italia in un’esperienza unica. “A Copenaghen andavo in bici continuamente e mi sono chiesto perché non utilizzarla anche per tornare a Venezia.”

Un itinerario più difficile del previsto

Il progetto iniziale prevedeva cento chilometri al giorno, ma la realtà del viaggio si è rivelata molto diversa, imponendo un ritmo più sostenibile. Oggi la media si aggira intorno ai sessanta chilometri quotidiani, mentre il percorso richiederà diverse settimane aggiuntive rispetto ai programmi iniziali. “Avevo costruito un piano ideale, ma ho scoperto subito che la realtà è completamente diversa.”

I problemi meccanici rallentano il cammino

L’impresa è stata segnata anche da numerosi inconvenienti tecnici che hanno costretto Gioele a fermarsi più volte durante il tragitto. A Norimberga, ad esempio, si è spezzato il cavo del freno anteriore, mentre pochi giorni prima aveva ceduto una vite del portapacchi installato sulla bicicletta acquistata usata. “Questa pausa è stata imposta dalla rottura del freno anteriore e adesso devo sistemare la bicicletta prima di ripartire.”

Dormire in tenda e adattarsi agli imprevisti

Per contenere le spese, Gioele ha scelto di viaggiare con una tenda economica, alternando campeggi, ostelli e sistemazioni improvvisate lungo il tragitto. Nemmeno il maltempo ha fermato il viaggio, nonostante una notte trascorsa sotto un violento temporale abbia perfino provocato infiltrazioni all’interno della tenda. “Alle volte ha persino piovuto dentro la tenda, ma fa parte dell’esperienza.”

La solidarietà incontrata lungo la strada

Tra gli aspetti più significativi del viaggio emergono gli incontri con persone sconosciute che hanno offerto ospitalità e aiuto nei momenti di maggiore difficoltà. In Danimarca un giovane lo ha accolto nella palestra di un club di kayak, mentre in Germania una famiglia lo ha ospitato dopo averlo visto in difficoltà con la bicicletta. 

L’Europa raccontata attraverso le persone

Attraversare il continente in bicicletta permette di osservare il territorio con tempi completamente diversi rispetto ai mezzi tradizionali, favorendo incontri autentici e relazioni inattese. Per Gioele il valore più grande dell’esperienza non riguarda soltanto la distanza percorsa, ma soprattutto il contatto umano costruito lungo il cammino. “Quattro persone che non conoscevo si sono messe ad aggiustarmi la bici, mi hanno dato da mangiare e mi hanno fatto dormire nel loro giardino.”

Intervista a cura di Mariangela Lampis

La Strambata del 21-07-2026

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