play_arrow
Dermatite bovina: il Consiglio di Stato ribalta la linea sugli abbattimenti Fabio Leoni
Una decisione del Consiglio di Stato ha cambiato il corso dell’emergenza legata alla dermatite bovina nelle campagne italiane. L’ordinanza, emanata pochi giorni fa, ha ribaltato l’orientamento seguito finora dai giudici amministrativi, introducendo un nuovo principio di precauzione. Come spiega Graziano Canu di Videolina, “il Consiglio di Stato ha ribadito che la soppressione di animali sani, vaccinati e senza sintomi non risponde più alla finalità precauzionale della normativa europea”. Questa pronuncia segna un punto di svolta per gli allevatori che, negli ultimi mesi, avevano espresso forte disagio per le misure drastiche adottate.

La nuova ordinanza prevede che i capi precedentemente destinati all’abbattimento vengano sottoposti a nuovi esami, affidati all’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Gli esperti avranno due mesi di tempo per consegnare i risultati. Canu sottolinea: “Il Consiglio di Stato ha stabilito che gli animali saranno nuovamente analizzati, escludendo dall’esame l’Istituto di Teramo che finora aveva gestito i controlli”. Questa scelta, secondo gli osservatori, mira a garantire maggiore imparzialità e trasparenza in un contesto finora segnato da incertezze e contestazioni.
Dietro questa svolta c’è anche la determinazione di una giovane allevatrice del Nuorese, laureata in biologia e specializzata in virologia. La sua conoscenza scientifica le ha permesso di contestare alcune incongruenze riscontrate negli esami eseguiti in precedenza. Come racconta Canu, “questa ragazza di 28 anni non si è mai arresa, sostenendo che gli animali sani non dovessero essere abbattuti e che i test fossero incompleti”. La sua battaglia, iniziata mesi fa, ha contribuito a riaprire il dibattito sull’efficacia e la correttezza delle misure sanitarie adottate contro la dermatite bovina.
La data del 22 gennaio segnerà un momento cruciale per il futuro degli allevatori italiani. In quella giornata, il Consiglio di Stato si riunirà per definire il percorso da seguire. “È probabile che quella data porti chiarezza definitiva sulla vicenda”, afferma Canu, evidenziando come la giustizia amministrativa abbia finora oscillato tra rigore sanitario e tutela economica. La dermatite bovina, comparsa solo pochi mesi fa in Italia, ha messo alla prova le istituzioni e il mondo agricolo, ma questa nuova ordinanza potrebbe finalmente tracciare una linea più equilibrata tra sicurezza e ragionevolezza.
Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 29-10-2025
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina