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Disagio giovanile in Sardegna: crescono i comportamenti a rischio Giuseppe Valdes
In Sardegna, e in particolare a Cagliari, si segnala un incremento preoccupante di episodi violenti che coinvolgono giovanissimi. Nel 2024, l’11% degli omicidi è stato commesso da minori di 18 anni, a fronte del 4% registrato nel 2023. Un dato che accende i riflettori sul crescente disagio psichico e comportamentale tra gli adolescenti. Secondo la dottoressa Graziella Boi, direttrice dell’area disturbi psichiatrici, alcol e gioco d’azzardo patologico della ASL di Cagliari, in Italia si registra dal 2019 un costante aumento dei disturbi mentali in età adolescenziale. Questo trend, confermato anche in Sardegna, evidenzia un diffuso malessere giovanile che si manifesta in forme sempre più gravi e frequenti.

La sofferenza mentale nei giovani si è accentuata dopo la pandemia di Covid-19, dando origine a una condizione di sofferenza multidimensionale. Un fenomeno aggravato da un aumento dell’uso di sostanze stupefacenti e alcol, che spesso sfocia in comorbidità (la presenza contemporanea di più disturbi, sia psichiatrici che neuropsichiatrici). Genitori, insegnanti e operatori sanitari devono saper riconoscere e affrontare questi segnali di allarme.
Tra i disturbi più diffusi emerge l’ansia sociale, alimentata da pressioni esterne e dai social network, che impongono modelli irraggiungibili e generano confusione sull’immagine corporea. Questo porta molti adolescenti a sviluppare comportamenti autolesionistici, come forma di reazione al disagio interno e al bisogno di controllo.
È importante distinguere tra ansia fisiologica, considerata normale in alcune situazioni, e ansia patologica, che limita lo studio, la socialità e la vita quotidiana. In Sardegna, come nel resto d’Italia, si registra un aumento significativo di depressione, sbalzi d’umore e persino tentativi di suicidio tra gli adolescenti. È essenziale offrire supporto psicologico mirato in ambulatori specializzati per l’età evolutiva.
L’adolescenza è una fase critica della crescita. Secondo gli esperti riuniti nei congressi nazionali su resilienza e traumi post-pandemici, è fondamentale aiutare i giovani a sviluppare strategie interiori di adattamento. La resilienza, intesa come capacità di affrontare le difficoltà, può diventare una risorsa chiave per prevenire derive patologiche.
Preoccupa anche l’uso precoce e compulsivo di alcol. Fenomeni come il binge drinking, cioè l’assunzione rapida di più bevande alcoliche per ubriacarsi, sono sempre più comuni anche tra i giovanissimi. Questo comportamento è estremamente dannoso per il sistema nervoso e può causare danni cerebrali permanenti. Serve un impegno congiunto tra scuole, famiglie e istituzioni per contrastare questa deriva.
Un genitore deve intervenire quando nota cambiamenti evidenti nel comportamento del figlio, come isolamento, sbalzi d’umore, paranoia, ansia immotivata. Questi segnali, se ignorati, possono peggiorare. È fondamentale che gli adulti sappiano osservare e ascoltare, chiedendo supporto agli specialisti senza paura di stigmatizzare il disagio.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 11-04-2025
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