play_arrow
Eccidio delle fosse ardeatine: un libro dedicato alle vittime stage@radiolina.it
Per la prima volta, un libro racconta le storie dei martiri dell’eccidio delle fosse ardeatine, una ad una. Le vite spezzate delle fosse ardeatine, di Mario Avagliano e Marco Palmieri, edito da Einaudi. Il lavoro fa luce su vissuto personale di ciascuno dei caduti, in una storia di cui si conosce molto, ma di cui, fino a questo momento, non si conosceva pressoché nulla sulle vittime.
Sono 335 le vittime, altrettante le storie inedite, molto diverse tra loro, di cui fino a pochi anni fa si sapeva poco o nulla. Tra queste anche nove sardi: Gavino De Lunas, Gerardo Sergi, Salvatore Canalis, Giuseppe Medas, Pasqualino Cocco, Candido Manca, Agostino Napoleone, Sisinnio Mocci, Antonio Ignazio Piras. Ospite ai microfoni di Radiolina, il coautore Marco Palmieri.

Roma, 24 marzo 1944. In rappresaglia per l’attentato di Via Rasella, compiuto il giorno prima dai partigiani del GAP, la polizia tedesca dispone la fucilazione di 330 uomini come “atto simbolico”. In una cava sulla via Ardeatina, finiscono per essere uccisi 335 uomini – addirittura cinque in più per errore – giustiziati in turni di 67 esecuzioni ed abbandonati morti nelle cavità, sigillate per occultare il massacro. Un gran numero delle vittime proviene dal carcere di Regina Caeli: si tratta di prigionieri politici, partigiani, militari, ma anche civili estranei alle attività della Resistenza.

Intervista a cura di Massimiliano Rais
La Strambata del 21-03-2024