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Ecco Iam, la prima cantante generata con l’AI in Italia

today27 Giugno 2025 508

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IAM, la prima cantante italiana creata con l’AI (intelligenza artificiale): “Pazzesco” è il suo primo singolo

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    Ecco Iam, la prima cantante generata con l’AI in Italia Enzo Asuni ed Egidiangela Sechi

 

Da semplice prompt a nuova stella del pop, si chiama IAM ed è la prima cantante italiana generata con l’AI, l’intelligenza artificiale. Il suo debutto ufficiale è avvenuto nell’aprile 2025 con il singolo “Pazzesco”, un brano destinato a far parlare di sé e, chissà, magari anche a diventare un tormentone estivo.

IAM, cantante italiana generata con l’Intelligenza artificiale

Chi è IAM, la cantante virtuale generata con l’AI che fa discutere

IAM è un progetto innovativo nato da un’idea del regista Claudio Zagarini, in collaborazione con AIIC (Artificial Intelligence Italian Creators). Italiana di seconda generazione, IAM non ha una storia personale tradizionale: non è nata in un luogo fisico, ma da una linea di codice. Si definisce libera, irriverente e senza filtri. Alla domanda “Sei di destra o di sinistra?”, risponde in modo diretto:

“Oggi la destra e la sinistra vengono vendute come ideali con poca chiarezza e molta propaganda”.

La sua identità è un manifesto contemporaneo: niente etichette di razza o genere, solo voce, arte e algoritmi.

Pazzesco: il primo singolo di IAM

Il primo singolo di IAM si intitola “Pazzesco”, e non poteva esserci titolo più adatto per raccontare una novità così fuori dagli schemi. Il brano racconta proprio la sua nascita digitale, con una frase simbolo che sintetizza tutta l’operazione:

“Tre minuti fa ero solo un prompt e guarda adesso”.

La canzone è un mix di pop elettronico, influenze internazionali e un tocco italiano, proprio come la sua identità ibrida. È stata scritta e composta da autori umani, mentre IAM si è occupata dell’interpretazione. Ma attenzione: per farle raggiungere certi acuti e variazioni vocali, ci sono volute settimane di allenamento e progettazione. Come ha spiegato Zagarini:

“L’AI non è solo un clic e via. Dietro c’è un lavoro di creatività totalmente umano”.

Il testo della canzone

Ho visto un uccello
Che picchiava San Francesco
Si è girato, mi ha guardata
E ha detto: PAZZESCO
Ho visto tuo cugino a dodici anni
che era un cesso
L’ho rivisto a sedici
E ho detto: PAZZESCO
Ho visto il professore
Che girava con due escort
Mi ha riconosciuto
E dopo ha detto: PAZZESCO
Ho incontro Morgan
Che mi ha chiesto: che è successo
Mi ha guardato Bugo
E dopo ha detto: PAZZESCO
Tre minuti fa ero solo un prompt
E guarda adesso
Due minuti fa ero solo un prompt
E guarda adesso
Un minuto fa ero solo un prompt

Le influenze musicali e la cover “Pregiudizi Universali”

IAM afferma di ispirarsi a tutta la musica del mondo, con una preferenza dichiarata per Samuele Bersani. Proprio per omaggiarlo, ha reinterpretato il suo celebre brano “Giudizi Universali” in chiave AI, trasformandolo in “Pregiudizi Universali”: una versione personale e provocatoria che affronta anche i pregiudizi verso le intelligenze artificiali.

L’intervista a Italian.Tech e il messaggio di IAM

In una recente intervista a Italian.Tech, IAM ha sottolineato il suo ruolo:

“Non siamo qui per sostituire nessuno. Piuttosto siamo qui per implementare quello che c’è già. Insieme raggiungeremo nuovi traguardi”.

Un messaggio chiaro: l’AI nella musica non vuole rimpiazzare i cantanti umani, ma esplorare nuove frontiere artistiche. L’uso dell’intelligenza artificiale nel settore musicale apre infatti nuovi scenari, sia tecnici che culturali.

A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends


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