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Interviste

Elmas, truffa del falso autonoleggio: paga la Panda ma l’agenzia non esiste

micMariangela Lampis, Andrea Deiddatoday29 Settembre 2026

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Elmas, truffa del falso autonoleggio: paga con bonifico e resta senza auto

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    Elmas, truffa del falso autonoleggio: paga la Panda ma l’agenzia non esiste Mariangela Lampis, Andrea Deidda

Trova un’offerta per il noleggio di una Panda su Google, tratta tutto su WhatsApp, paga con un bonifico istantaneo e poi si presenta all’aeroporto di Elmas per ritirare l’auto. È lì che Manuela Palmas scopre di essere stata vittima di una truffa: l’agenzia indicata online non esiste e, dopo il pagamento, il contatto sparisce e blocca il numero della cliente.

La vicenda della truffa dell’autonoleggio di Elmas è stata raccontata da Andrea Deidda, giornalista di UnioneSarda.it, che ha ricostruito il meccanismo utilizzato dai presunti truffatori e ha effettuato una verifica diretta, contattando lo stesso numero utilizzato dalla donna. Un caso che mostra come le truffe legate al noleggio auto possano partire da una semplice ricerca su Google e proseguire attraverso WhatsApp, utilizzando preventivi apparentemente professionali e prezzi particolarmente convenienti.

L’aeroporto di Cagliari-Elmas (Archivio L’Unione Sarda)

Elmas, la truffa del falso autonoleggio e il pagamento con bonifico istantaneo

Manuela Palmas aveva bisogno di un’auto e ha cercato online un servizio di autonoleggio. Tra i risultati ha trovato un numero di telefono che sembrava fare capo a un’agenzia. Dopo il primo contatto, la trattativa è proseguita su WhatsApp, dove i due interlocutori hanno definito tutti i dettagli del noleggio.

L’offerta sembrava conveniente: una Panda di ultima generazione per un mese a circa 510 euro, più 120 euro di cauzione, che l’agenzia assicurava avrebbe restituito alla riconsegna del veicolo. Manuela ha accettato e ha ricevuto le coordinate per effettuare il pagamento con un bonifico istantaneo.

Dopo aver trasferito il denaro, Manuela ha raggiunto l’aeroporto di Elmas, lo scalo di Cagliari, per ritirare l’auto. Una volta arrivata, però, ha scoperto che l’autonoleggio indicato durante la trattativa non esisteva nello scalo. Ha provato a richiamare il numero utilizzato per la prenotazione, ma dall’altra parte non ha più risposto nessuno. Poco dopo, il presunto operatore ha anche bloccato il numero della donna.

A quel punto Manuela ha deciso di raccontare la sua esperienza e di rivolgersi ai carabinieri per presentare denuncia. La sua segnalazione punta anche a mettere in guardia altre persone dal rischio di incappare nella stessa offerta.

La verifica di Andrea Deidda: stesso numero, stessa procedura

La redazione ha deciso di verificare direttamente il funzionamento del presunto autonoleggio. Andrea Deidda ha contattato il numero indicato dalla vittima e ha seguito la procedura proposta dall’interlocutore, chiedendo a sua volta di poter noleggiare un’auto.

Anche in questo caso è stata proposta una Panda, con una Jeep indicata come alternativa. Per una settimana il prezzo richiesto era di 150 euro, più 400 euro di deposito cauzionale, con assicurazione compresa. Il pagamento poteva essere effettuato tramite bonifico o voucher.

Nel corso della conversazione è stata richiesta anche la patente di guida, da inviare attraverso WhatsApp per poter predisporre il preventivo. La redazione ha fornito un documento modificato con l’intelligenza artificiale, senza che venissero effettuati controlli capaci di rilevarne l’alterazione.

Il successivo preventivo riportava la denominazione “Noleggio rent” e una partita Iva riconducibile a un noto marchio del settore, ma presentava elementi anomali. Tra questi, l’assenza di dati personali del cliente e soprattutto la modalità di pagamento: un bonifico istantaneo destinato a una persona fisica.

Anche l’indicazione relativa al luogo di consegna dell’auto appariva poco precisa: veniva indicato il terminal 1 dell’aeroporto di Elmas, nonostante nello scalo sia presente un unico terminal passeggeri. Quando i giornalisti hanno spiegato all’interlocutore di essersi recati nell’area parcheggi dell’aeroporto e di aver verificato l’assenza dell’autonoleggio, la conversazione si è interrotta.

Dopo aver riferito di avere chiesto informazioni alla polizia, le spunte blu di WhatsApp sono scomparse e il numero è stato bloccato. Il comportamento riscontrato durante la verifica coincide quindi con quanto raccontato dalla donna che aveva effettuato il pagamento.

Truffe online per il noleggio auto, l’allarme di Adiconsum Sardegna

Quello del falso autonoleggio non sarebbe un episodio isolato. Adiconsum Sardegna aveva già segnalato a febbraio il rischio di truffe costruite attraverso offerte di noleggio particolarmente vantaggiose, evidenziando come i raggiri online siano diventati sempre più sofisticati.

Il meccanismo punta sulla credibilità dell’annuncio e sulla convenienza economica dell’offerta. Loghi, pagine curate, preventivi e contatti telefonici possono creare l’impressione di trovarsi davanti a un’azienda reale, mentre il pagamento richiesto porta invece a un soggetto diverso dal presunto servizio di autonoleggio.

Tra le principali raccomandazioni indicate dall’associazione dei consumatori c’è quella di diffidare dei prezzi troppo bassi e verificare con attenzione il sito e la società che propone il servizio. Particolare attenzione deve essere riservata anche ai sistemi di pagamento.

Un bonifico istantaneo verso una persona fisica dovrebbe rappresentare un importante campanello d’allarme. Adiconsum invita inoltre a non inviare dati sensibili attraverso chat o telefono e ricorda che un operatore serio non dovrebbe chiedere codici di sicurezza, password o altre credenziali riservate.

 

 

 

Intervista a cura di Mariangela Lampis

La Strambata del 29-09-2026

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