Il Campo largo non è un esperimento, ma un modello politico ormai consolidato. Ne è convinto Alessandro Solinas, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Bilancio e Programmazione del Consiglio regionale della Sardegna.

Secondo Solinas, il Campo largo – sperimentato per la prima volta in Sardegna alle regionali del febbraio 2024 – sta funzionando “benissimo”. La vittoria elettorale nell’Isola viene indicata come la prova più evidente della bontà del progetto, che il consigliere definisce ormai un modello stabile e replicato anche in altre regioni.
Solinas respinge l’idea di divisioni insanabili all’interno della coalizione, anche alla luce delle recenti tensioni su temi come la gestione dell’acqua e l’Egas. Le differenze di vedute, sottolinea, sono fisiologiche in una coalizione ampia e rappresentano un segno di vitalità politica, non di crisi. “Noi non facciamo gestione del potere – afferma – facciamo politica, e in politica si discute”.
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda le impugnazioni del Governo nazionale contro diverse leggi regionali sarde. Solinas parla apertamente di un uso politico dello strumento dell’impugnazione, da parte di un esecutivo di centrodestra che governa a Roma mentre in Sardegna è all’opposizione.
Il consigliere ricorda come, in alcuni casi, la Regione abbia avuto ragione davanti alla Corte Costituzionale. Solinas ha citato la norma che consentiva ai medici in pensione di continuare a lavorare per far fronte all’emergenza nella medicina territoriale. Diverso il caso del commissariamento delle ASL, bocciato dalla Consulta a dicembre 2025: una sentenza che Solinas dice di rispettare, pur rivendicando la coerenza politica di non aver “stravolto” la sanità come promesso in campagna elettorale.
Ampio spazio è stato dedicato alla sanità in Sardegna, tema che assorbe quasi la metà del bilancio regionale. Solinas difende la scelta della presidente Alessandra Todde di assumere l’interim dell’assessorato alla Sanità, definendola una decisione tutt’altro che leggera, ma necessaria per imprimere un nuovo impulso a un settore in profonda difficoltà.
Tra le azioni già avviate vengono citati 100 mila recall per ridurre le liste d’attesa. Solinas cita anche gli investimenti sulla telemedicina, sulle case di comunità e sugli incentivi ai giovani medici sardi per specializzarsi in medicina di base. Rispetto all’uscita di scena dell’ex assessore Armando Bartolazzi, Solinas nega bocciature politiche e respinge l’idea di “ordini da Roma”, sottolineando l’autonomia della presidente Todde e del Movimento 5 Stelle in Sardegna.
Sul fronte economico, Solinas chiarisce perché la finanziaria regionale non sia stata approvata entro dicembre. La ragione principale è legata alla chiusura della vertenza entrate tra Regione e Stato, definita un accordo storico che ha cambiato radicalmente il quadro finanziario della Sardegna.
Grazie a queste nuove risorse, la Regione ha deciso di rafforzare il Fondo Unico degli Enti Locali con 100 milioni di euro in più, una scelta condivisa anche con le opposizioni per sostenere comuni e province, colpiti dai tagli nazionali. La manovra complessiva vale circa 10 miliardi di euro. Tuttavia la parte realmente manovrabile resta limitata, motivo per cui molte misure strutturali saranno rinviate a un successivo provvedimento di bilancio.
Alla critica di una manovra priva di una visione forte, Solinas risponde che le idee non sono mai mancate, ma sono mancate le risorse. Tra i temi identitari già in campo cita il salario minimo regionale per gli appalti pubblici, una proposta del M5S che ha trovato la convergenza dell’intera maggioranza.
In agenda anche una legge regionale sull’intelligenza artificiale, già licenziata in Commissione Bilancio, segnale – secondo Solinas – di una politica regionale capace di guardare al futuro e non solo all’emergenza.
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