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Ep.13 – Alla scoperta di altri pianeti come la Terra Manuel Floris, Giovanni Covone
Una Finestra sull’Universo, l’appuntamento su Radiolina per raccontare l’universo, a cura dell’astrofisico e direttore del Planetario de L’Unione Sarda, Manuel Floris. Ospite della puntata Giovanni Covone, professore di Astronomia ed Astrofisica all’Università Federico II di Napoli ed autore del libro “Altre Terre: viaggio alla scoperta di pianeti extrasolari”. Puntata dedicata alla ricerca di altri pianeti come la Terra. La nostra galassia contiene dalle 100 alle 400 miliardi di stelle e si stima che in media – attorno a ciascuna di queste – orbiti almeno un pianeta. Tra questi esopianeti – o pianeti extrasolari – uno studio del 2020 ha stimato in 6 miliardi il numero di possibili mondi come la Terra.
La prima osservazione di un esopianeta risale al 1992, con la scoperta di due pianeti rocciosi in orbita attorno alla pulsar PSR B1257+12 nella costellazione della Vergine, a ben 980 anni luce dalla Terra. I pianeti – in realtà tre – sono stati recentemente nominati dall’UAI Draugr, Poltergeist e Fobetore, su proposta del Planetario Italiano dell’Alto Adige. Cinque anni dopo, nel 1995, l’Osservatorio di Ginevra annuncia la scoperta di un nuovo pianeta extrasolare, Bellerofonte, in orbita attorno a 51 Pegasi, una stella molto simile al nostro Sole.
Da allora, il numero di esopianeti scoperti è cresciuto esponenzialmente. Ad oggi, i pianeti confermati sono 5599, con ulteriori 10.157 candidati ancora in attesa di conferma. Nel 2004 abbiamo ottenuto la prima immagine composita di un pianeta esterno al nostro sistema solare: 2M1207 b, in orbita attorno ad una nana bruna nella costellazione del Centauro, a 173 anni luce dalla Terra.

Proxima b, nel sistema solare di Proxima Centauri, è l’esopianeta conosciuto più vicino alla Terra (4 al) e, a maggio 2020, uno tra i mondi col più alto ESI (indice di similarità terrestre) simile al nostro. L’abitabilità di un pianeta è una condizione che sottende molteplici fattori: la presenza di un campo magnetico, di un’atmosfera e di acqua liquida in superficie. Queste qualità, tuttavia, sono solo ipotizzabili in via teorica, nell’osservazione di esopianeti distanti da noi.
Come si valuta, dunque, la similarità di un mondo extrasolare rispetto alla Terra e la possibilità che questo sia in grado di ospitare la vita come la conosciamo? Un pianeta abitabile – che possiede, dunque, gli elementi indicati – dovrebbe, secondo i modelli attuali, rientrare in un determinato ordine di massa, dimensione e distanza rispetto alla stella attorno cui orbita.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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