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Ep. 25 – Come rilanciare artigianato e centri storici in Sardegna? Giuseppe Valdes
La valorizzazione dell’artigianato, delle microimprese e dei centri storici rappresenta una delle principali sfide per il futuro della Sardegna. In un contesto segnato dalla crescita dell’e-commerce, dalla concorrenza della grande distribuzione e dal progressivo spopolamento delle aree interne, diventa fondamentale individuare nuovi strumenti per sostenere l’economia locale. Ne è convinto Luca Tamini, professore di Urbanistica al Politecnico di Milano, che individua nell’economia di prossimità e nei partenariati tra pubblico e privato una delle strade più efficaci per rafforzare il tessuto produttivo dell’isola e preservare il patrimonio culturale e artigianale sardo.

La Sardegna è caratterizzata da una forte presenza di microimprese, ovvero attività con meno di dieci dipendenti e fatturati contenuti. Si tratta della componente più diffusa del sistema economico regionale e di una realtà che assume un ruolo centrale soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne.
Secondo Tamini, la chiave per valorizzare queste attività consiste nel favorire la collaborazione tra imprese, amministrazioni comunali, fondazioni culturali e soggetti del territorio attraverso modelli organizzativi capaci di fare rete.
L’obiettivo, spiega Luca Tamini ai microfoni di Radiolina è creare massa critica, rafforzando l’attrattività dei centri urbani e dei centri storici attraverso progetti condivisi che mettano al centro identità, cultura, commercio e servizi.
Un esempio significativo arriva dal territorio del Nuorese, dove la valorizzazione del patrimonio culturale legato a figure come Grazia Deledda e alle eccellenze artistiche locali ha contribuito a generare nuovi flussi turistici e culturali. Modelli di questo tipo dimostrano come la cultura possa trasformarsi in una leva concreta di sviluppo economico.
Tra gli strumenti più interessanti sviluppati negli ultimi anni figurano i Centri Commerciali Naturali, un modello nato proprio per sostenere il commercio locale e favorire l’aggregazione delle piccole attività economiche.
In Sardegna sono già numerose le realtà riconosciute dalla Regione che operano attraverso questa formula. Tuttavia, secondo Tamini, oggi è necessario un salto di qualità. Le trasformazioni del mercato e le nuove abitudini dei consumatori hanno modificato profondamente il contesto economico.
La concorrenza dell’e-commerce e la crisi di molti grandi poli commerciali impongono infatti nuove strategie. Per questo motivo si parla sempre più spesso di “Hub Urbani” o “Hub di Prossimità”, modelli evoluti che non si limitano al commercio ma integrano servizi, cultura, artigianato, turismo e innovazione.
Il ruolo dei Comuni diventa fondamentale, soprattutto attraverso bandi pubblici, incentivi economici e strumenti urbanistici in grado di favorire l’insediamento di nuove attività nei centri storici e nelle aree più fragili.
Secondo il docente del Politecnico di Milano, esistono già esperienze virtuose in diverse città italiane come Parma, Bergamo, Brescia, Piacenza e Reggio Emilia, dove le risorse generate dalla media e grande distribuzione sono state reinvestite per sostenere le attività di prossimità e il commercio locale.
Uno dei problemi più evidenti che interessa la Sardegna riguarda lo spopolamento dei piccoli centri e la progressiva desertificazione commerciale dei centri storici. Sempre più spesso le serrande abbassate e i locali sfitti diventano il simbolo di una perdita di vitalità economica e sociale che rischia di compromettere il futuro delle comunità locali.
Tamini sottolinea come il fenomeno non riguardi esclusivamente il commercio. Esiste infatti una correlazione diretta tra la presenza di attività economiche e il valore stesso degli immobili residenziali. Quando un centro storico perde negozi, laboratori artigiani e servizi di prossimità, anche il valore delle abitazioni tende progressivamente a diminuire.
Per contrastare questa dinamica servono nuove forme di governance territoriale, capaci di coinvolgere enti pubblici, associazioni di categoria, proprietari immobiliari e imprese. Tra le soluzioni figurano incentivi per l’apertura di nuove attività, agevolazioni fiscali, riduzione dei canoni di locazione e programmi di riutilizzo degli spazi commerciali inutilizzati.
Anche la regolamentazione dei fenomeni legati alla movida può contribuire a migliorare la qualità urbana. Alcune città italiane stanno già sperimentando sistemi basati su criteri qualitativi e meccanismi premiali per favorire attività compatibili con il contesto urbano e con le esigenze dei residenti.
Per Luca Tamini la sfida è chiara: rafforzare l’economia di prossimità significa non solo sostenere artigiani, commercianti e piccole imprese, ma anche preservare la qualità della vita, il valore delle città e la coesione delle comunità locali.
Una strategia che in Sardegna potrebbe rappresentare uno strumento decisivo per contrastare lo spopolamento e valorizzare un patrimonio culturale, artigianale e imprenditoriale unico nel panorama italiano.
L’Isola delle Imprese è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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