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Ep. 24 – Settore Giovanile FIGC Sardegna: stagione da record Giuseppe Valdes
La stagione calcistica 2025-2026 del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC in Sardegna si è chiusa con un bilancio decisamente positivo. Lorenzo Cagli, Coordinatore Federale SGS Sardegna, ha fatto il punto sulle attività svolte nel territorio isolano, evidenziando i progressi raggiunti in termini di formazione tecnica, promozione del fair play e sviluppo del calcio femminile. Un lavoro capillare che ha toccato l’intera regione, da Sassari al Sulcis, dalla Gallura a Nuoro, coinvolgendo decine di società e centinaia di giovani calciatori e calciatrici.

Il progetto tecnico cardine del Settore Giovanile e Scolastico si chiama Evolution Program e rappresenta la spina dorsale della formazione federale in Sardegna. Le attività sono partite a settembre con le prime sedute nei centri federali di Oristano e presso il Centro di Sviluppo Futsal di Ussana, inaugurato ufficialmente alla presenza del segretario nazionale SGS Vito Di Gioia e del responsabile tecnico nazionale futsal Lorenzo Uniti. All’evento hanno partecipato anche il sindaco Emilio Contini e il presidente del Comitato Regionale LND Sardegna Gianni Cadoni.
Il programma prevede la formazione degli staff federali che poi si muovono nel territorio a supporto delle società, portando linee guida metodologiche e uno stile di conduzione degli allenamenti condiviso. Vincenzo Fadda, responsabile tecnico dello sviluppo regionale, ha lavorato in sinergia con la dottoressa Eugenia Caldaro, responsabile dell’area psicologica regionale, per garantire un approccio integrato alla crescita dei giovani atleti.
La filosofia del settore giovanile in Sardegna non è quella di “portare la Bibbia della federazione”, come sottolinea Cagli, ma di instaurare un confronto costruttivo con le società locali. Durante l’anno, i tecnici federali hanno visitato realtà calcistiche in tutta l’isola, conducendo allenamenti insieme agli staff locali e scambiando esperienze.
Gli incontri organizzati a Sanluri, posizione strategica al centro della Sardegna, hanno registrato sempre un’ottima partecipazione, confermando la voglia di formazione e confronto delle società sarde.
Questa apertura al dialogo sta producendo risultati tangibili: sempre più società organizzano incontri con i genitori prima delle partite importanti, per indirizzare il tifo verso manifestazioni positive e costruttive. Un cambiamento culturale significativo che coinvolge l’intero ambiente calcistico giovanile.
Nonostante le difficoltà logistiche legate all’insularità, le società sarde hanno ottenuto risultati importanti in ambito nazionale. La Ferrini ha sfiorato la finale nazionale Under 17 dilettanti, fermandosi per un solo gol.
L’Alghero ha raggiunto la finale del torneo Under 14 Fair Play Elite a Tirrenia, arrendendosi solo al Parma. Nel futsal, il Quartu Calcio a 5 e il Monastir si sono confrontati alla pari con la Romulea di Roma, società con oltre 700 tesserati, nella finale a tre disputata a Ussana.
La rappresentativa sarda del Trofeo delle Regioni ha ottenuto buone prestazioni, uscendo contro formazioni poi approdate alle semifinali. Un dato che conferma la competitività dei giovani calciatori isolani quando affrontano le sfide nazionali.
Come evidenzia Cagli, lo spirito di sacrificio che caratterizza le squadre sarde quando varcano i confini regionali rappresenta un valore aggiunto che compensa parzialmente la mancanza di confronti frequenti con realtà di alto livello.
Il movimento femminile in Sardegna mostra segnali incoraggianti di crescita costante. Società come l’Atletico Uri al nord e il Cagliari Calcio al sud partecipano ai campionati nazionali Under 15 e Under 17. Quest’anno il SGS ha organizzato un triangolare Under 12 femminile tra Cagliari Calcio, Gioventù Assemini e Marzio Lepri, con l’obiettivo di moltiplicare queste iniziative nella prossima stagione.
La collaborazione con la delegata LND Federica Arca è fondamentale per lo sviluppo del settore. L’auspicio condiviso è che le società di Eccellenza femminile investano maggiormente sui settori di base, creando un vivaio capace di alimentare le prime squadre. L’arrivo di figure esperte nel calcio femminile all’interno delle strutture regionali potrebbe rappresentare quella spinta decisiva che ancora manca al movimento sardo.
Il fair play non è solo “dare la mano all’avversario dopo un fallo”, ma un pilastro etico su cui si fonda l’intero progetto federale. La FIGC crede fermamente che il giocatore che rispetta le regole sia completo tanto quanto quello tecnicamente dotato. Un esempio concreto arriva dalle finali nazionali scolastiche di Salsomaggiore: Vincenzo Russo, alunno della scuola Randaccio Tuveri di Cagliari, ha vinto il premio fair play dell’intera manifestazione.
Sul fronte dell’inclusione, il SGS Sardegna ha organizzato due eventi di calcio integrato grazie al referente Luca Loddo e alla collaborazione con l’associazione Fare Contatto di Alberto Spissu e Himalaya. Attività che testimoniano l’impegno concreto della federazione nel promuovere il calcio come strumento di integrazione sociale.
I progetti scolastici della FIGC hanno registrato un’ottima adesione anche quest’anno, coinvolgendo studenti dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. La collaborazione con l’AIA del presidente Roberto Branciforte ha permesso di promuovere anche la figura dell’arbitro tra i giovani. La scuola Randaccio Tuveri di Cagliari ha rappresentato la Sardegna alle finali nazionali della scuola secondaria di primo grado a Salsomaggiore, comportandosi egregiamente.
I numeri dei tesserati in Sardegna sono tornati in linea con i livelli pre-Covid, dopo il duro colpo subito dagli sport di squadra durante la pandemia. Un segnale positivo che si accompagna a nuove dinamiche organizzative: molte società stanno dando ai giovani in uscita dagli Allievi la possibilità di giocare in Terza Categoria, permettendo loro di continuare il percorso agonistico senza interruzioni.
L’esplosione della Terza Categoria negli ultimi anni sta riportando il calcio nei piccoli paesi, creando una base da cui ricostruire il movimento. Parallelamente, si sta invertendo la tendenza al campanilismo: sempre più realtà di paesi vicini uniscono le forze per garantire la sopravvivenza delle attività calcistiche.
La questione delle strutture sportive rimane critica, soprattutto nelle aree urbane. Mentre nei piccoli centri i finanziamenti del PNRR hanno permesso la realizzazione di impianti moderni, nell’hinterland delle città si registra una situazione opposta: tanti tesserati e poche strutture adeguate.
Molte società sono costrette a condividersi un unico campo, con conseguente usura del terreno e necessità di interventi periodici che bloccano l’attività. Il Coordinatore Cagli si augura che anche nei grandi centri, Cagliari in primis, la situazione possa evolversi positivamente, pur mantenendo il riserbo su possibili sviluppi per scaramanzia.
Il lavoro del SGS Sardegna non sarebbe possibile senza il contributo di numerosi collaboratori: oltre a Vincenzo Fadda ed Eugenia Caldaro, i delegati Luca Loddo, Carlos Contus, Andrea Lombardi e Giuseppe Ferreri, la responsabile organizzativa Eleonora Carrus e tutti i collaboratori che hanno partecipato alla manifestazione Grassroots Day di Sanluri, con 15 società da tutta la Sardegna.
Un ringraziamento particolare va al presidente del Comitato Regionale LND Gianni Cadoni, che crede fermamente nel valore dei giovani come base per un calcio migliore anche tra i grandi. Il suo supporto alle attività federali è definito da Cagli “impagabile”.
Guardando al futuro, il Coordinatore esprime un desiderio chiaro: che le società sarde continuino a dimostrare quella fame di confronto e condivisione che ha caratterizzato questi anni. Un percorso avviato che sarebbe un peccato interrompere, indipendentemente da chi guiderà il coordinamento regionale.
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