Nell’ultima puntata stagionale di A tu per tu su Radiolina, condotta da Alessandra Carta, ospite il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini. Il confronto ha toccato i principali temi politici dell’isola, dal nuovo regolamento consiliare alla sanità. Comandini ha rivendicato il ruolo dell’assemblea legislativa e la necessità di rafforzarne il peso istituzionale. “Stiamo cercando di svolgere un ruolo che ci porti a essere alleati”, ha dichiarato, riferendosi al rapporto tra Consiglio e Giunta regionale, sottolineando l’importanza di una collaborazione costante tra le due istituzioni.

Il nuovo regolamento del Consiglio regionale sostituisce una disciplina ormai datata e introduce strumenti di monitoraggio più efficaci. Tra le novità spicca il Comitato paritetico di controllo, incaricato di valutare gli effetti concreti delle leggi approvate. Comandini ha evidenziato l’importanza di misurare l’impatto normativo nel tempo, superando una logica puramente formale. “Facciamo la legge e poi non ci rendiamo conto se raggiunge l’obiettivo”, ha spiegato. Centrale anche la valutazione generazionale, pensata per analizzare gli effetti delle norme sulle nuove generazioni.
Durante l’intervista si è discusso anche delle numerose leggi regionali impugnate dallo Stato. Secondo Comandini, il problema non riguarda soltanto la Sardegna, ma riflette un nodo irrisolto del regionalismo italiano. Il presidente del Consiglio regionale ha criticato l’eccessiva invasività statale nei confronti delle competenze territoriali. “Lo Stato interviene in maniera ancora così invadente”, ha affermato. Per Comandini, la riforma del Titolo V della Costituzione resta incompleta e limita ancora la piena autonomia decisionale delle regioni.
Il tema più sensibile resta la sanità, considerata da molti il punto critico della legislatura guidata da Alessandra Todde. Comandini ha riconosciuto le difficoltà del sistema sanitario regionale, collegandole però a problemi diffusi in tutta Italia. Carenza di medici, liste d’attesa e fragilità della medicina territoriale continuano a pesare sui cittadini. “Le liste d’attesa così elevate sono una vergogna”, ha dichiarato senza esitazioni. Ha comunque ribadito il valore di una sanità pubblica universale, che garantisce accesso alle cure a tutti.
Sollecitato sul doppio incarico della presidente Todde, governatrice e assessora alla Sanità ad interim, Comandini ha evitato giudizi diretti sui tempi di una futura nomina. Ha però difeso la scelta politica, ritenendola legata alla complessità del settore. Il presidente ha respinto inoltre le ricostruzioni sulle presunte imposizioni esterne nella scelta degli assessori. “È una leggenda che Conte abbia telefonato per imporlo”, ha chiarito, riferendosi alle polemiche sull’ex assessore Bartolazzi e sulle dinamiche interne della coalizione di centrosinistra.
In chiusura, Comandini ha parlato della necessità di aggiornare sia la legge statutaria sia lo Statuto speciale della Sardegna, giudicato ormai superato rispetto al contesto europeo attuale. L’obiettivo è rafforzare partecipazione popolare e ruolo degli enti locali, evitando squilibri territoriali nel Paese. Ha espresso anche preoccupazione per la crescente disaffezione politica dei cittadini. “Dobbiamo riportare fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, ha affermato. Per Comandini, il rilancio democratico passa da riforme credibili, trasparenza e maggiore coinvolgimento della società.
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