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Ep. 32 – Andrea Cigni è il nuovo sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari Francesca Figus, Francesco Abate, Andrea Cigni
Andrea Cigni, regista di fama nazionale, è il nuovo sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari: «Spalanchiamo le porte del teatro e facciamo entrare la luce», ha dichiarato Cigni ai microfoni di Radiolina, sottolineando che «il Teatro Lirico deve tornare ad essere un bene comune, accessibile, contemporaneo e vivo».

Il cartellone 2025 prevede sette titoli d’opera, a partire da Otello di Giuseppe Verdi in programma a dicembre, fino a Rigoletto, che chiuderà la stagione. Tra le novità più significative, l’inserimento di Lucrezia Borgia, mai rappresentata prima a Cagliari, e Il Cappello di Paglia di Firenze di Nino Rota.
Cigni ha spiegato: «Abbiamo voluto spaziare tra generi e stili diversi, tra drammaticità e leggerezza. Pensiamo a Otello, ma anche a Così fan tutte di Mozart o al Cappello di paglia di Firenze. Vogliamo offrire un viaggio ricco e vario nella grande opera italiana».
Per la prima volta, il teatro potenzia la stagione di danza, con sei titoli firmati da coreografi internazionali e la partecipazione di Roberto Bolle, che torna a Cagliari con Caravaggio, una produzione già acclamata a livello nazionale. «Abbiamo le masse artistiche interne, orchestra e coro, quindi era naturale strutturare una stagione di danza più solida, in linea con le realtà teatrali italiane più importanti», ha affermato Cigni.
Il nuovo sovrintendente ha posto l’accento sull’importanza di coinvolgere il pubblico giovane e di riportare il teatro al centro della vita culturale della città: «Nel 2025 un teatro non può chiudersi su se stesso. Il Teatro Lirico di Cagliari non è solo dei cagliaritani, ma è della Sardegna, ed è anche un teatro europeo», ha detto Cigni. «Dobbiamo recuperare un dialogo con tutte le comunità: locali, regionali, nazionali e internazionali».
Un altro elemento chiave della nuova direzione è la creazione del brand “Sardinia Opera”, che unisce due parole forti e riconoscibili in tutto il mondo: Sardinia e Opera. «Opera è come pizza: un termine italiano universale. Sardinia, all’estero, è sinonimo di autenticità e bellezza. Sardinia Opera è la nostra nuova identità per raccontare al mondo la cultura della nostra terra», ha spiegato Cigni.
Cigni è arrivato a Cagliari lo scorso 4 luglio, portando con sé l’esperienza maturata a Cremona, città con una forte tradizione musicale. «Anche lì abbiamo costruito un progetto di apertura e rinnovamento. Ora porto la mia visione in Sardegna, per dare al Lirico un ruolo centrale nella vita culturale della città», ha raccontato. «Sono arrivato e la prima cosa che ho fatto è stato far pulire i vetri. Un gesto semplice ma simbolico. Volevo far entrare la luce, e permettere alle persone di guardare dentro: i teatri sono un bene comune».
Parlando del suo arrivo a Cagliari, Cigni ha raccontato: «Mi sento già sardo, anche perché ho preso la residenza. Cagliari mi ha accolto con affetto, è una città che ti abbraccia. Ha un patrimonio culturale straordinario, tra musei, mostre, e un tessuto urbano ricchissimo. Il Teatro Lirico deve far parte di questo racconto collettivo».
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