L’ultima puntata del 2025 di A tu per tu, condotta da Alessandra Carta, ha ospitato Pierpaolo Vargiu, presidente dell’Associazione Sardegna verso l’UNESCO, per parlare di civiltà nuragica e sviluppo. Durante la trasmissione, dedicata al futuro economico e culturale dell’isola, il confronto ha affrontato il percorso avviato per il riconoscimento UNESCO dei nuraghi e del paesaggio identitario sardo.

“Il passaggio dalla medicina alla cultura non è un salto, ma una continuità nel servizio alla collettività”, ha spiegato Pierpaolo Vargiu durante il dialogo in studio. “La Sardegna possiede una ricchezza unica al mondo, con migliaia di monumenti protostorici concentrati in un territorio straordinario che non ha eguali”, ha aggiunto Vargiu.
Secondo il presidente dell’associazione, la civiltà nuragica rappresenta una risorsa concreta per superare il limite storico del residuo fiscale negativo e creare nuove opportunità economiche durature.

Nel 2020 l’Associazione Sardegna verso l’UNESCO ha lanciato un appello rivolto a tutti i 377 comuni dell’isola, chiedendo una presa di posizione collettiva. “Abbiamo chiesto ai sindaci se credono in un modello di sviluppo basato su ciò che già possediamo, una ricchezza diffusa presente in ogni territorio”, ha dichiarato Vargiu. “La civiltà nuragica non può diventare una bandiera politica, ma deve restare un progetto trasversale, capace di unire la Sardegna oltre gli schieramenti”, ha sottolineato.
“La Sardegna non ha ancora una carta d’identità riconoscibile nel mondo”, ha affermato Vargiu citando uno studio internazionale realizzato con Huawei sulla percezione globale dell’isola. “Se il mondo non conosce i nuraghi, non può nascere sviluppo economico, e la responsabilità ricade su chi non ha saputo raccontarli”, ha spiegato con chiarezza. L’obiettivo del progetto UNESCO diventa quindi creare un brand territoriale capace di rendere la Sardegna immediatamente evocativa nell’immaginario globale.
Il percorso prevede l’inserimento di 32 monumenti rappresentativi nella Tentative List UNESCO, selezionati da un comitato scientifico guidato dal professor Giovanni Ugas. “Il riconoscimento non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un lavoro sulla consapevolezza dei sardi”, ha dichiarato Vargiu parlando del ruolo di scuole e istituzioni. Il progetto pilota regionale coinvolge cinque nuraghi simbolo e prevede investimenti per infrastrutture, digitale e rete territoriale, con l’obiettivo di valorizzare l’entroterra. “La civiltà nuragica appartiene a tutta la Sardegna e deve generare lavoro, opportunità e futuro per le aree che oggi si stanno spopolando”, ha concluso Vargiu.
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