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90 Secondi+Recupero

Ep. 77 – Abbasso lo striscione

today27 Febbraio 2026 26 2

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Gli striscioni negli stadi: ironia, amore e memoria del tifo | 90 secondi + recupero

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    Ep. 77 – Abbasso lo striscione Lele Casini

Gli striscioni sono stati per decenni una parte fondamentale dello spettacolo negli stadi italiani. Messaggi ironici, provocazioni tra tifoserie, dichiarazioni d’amore per la propria squadra o per un giocatore simbolo. Un linguaggio diretto, creativo, spesso geniale, che ha contribuito a costruire l’identità del tifo.

90 Secondi + Recupero (Idrissi)

La nuova puntata di 90 secondi + recupero, il podcast di Radiolina, racconta proprio questo: la storia, il significato e il progressivo declino degli striscioni negli stadi.

Gli striscioni: tra goliardia e rivalità

Per molti tifosi gli striscioni rappresentavano un vero e proprio rituale. Una tela bianca su cui scrivere battute, sfottò e messaggi che spesso entravano nella memoria collettiva del calcio.

Nel corso degli anni si sono visti esempi rimasti celebri:
provocazioni tra tifoserie, risposte creative sugli spalti, battute diventate quasi folklore calcistico.

Non sempre però l’ironia ha avuto confini chiari. In alcuni casi gli striscioni hanno superato il limite del rispetto, arrivando a evocare tragedie sportive come quella del Disastro di Superga o dell’Disastro dell’Heysel.

Episodi che hanno contribuito a spingere verso regole più rigide negli stadi.

La norma del 2007 e gli stadi più “vuoti”

Dal 2007 una normativa vieta l’introduzione negli impianti sportivi di striscioni, bandiere e materiali per coreografie se non autorizzati preventivamente.

Una misura pensata per garantire sicurezza e controllo, ma che secondo molti tifosi ha contribuito anche a rendere le curve più spoglie e meno spontanee.

L’effetto è evidente soprattutto quando mancano i grandi simboli delle tifoserie: stendardi, scritte storiche, coreografie.

Il piccolo tifoso e il cartello per il suo idolo

Oggi sugli spalti si vedono sempre meno striscioni. Spesso restano solo i cartelli improvvisati dei bambini che chiedono la maglia al proprio idolo.

Un gesto semplice, che racconta il lato più genuino del tifo: la speranza di attirare l’attenzione del proprio beniamino.

Nel caso del Cagliari Calcio, i nomi scritti sui cartelli sono quelli dei giocatori più amati dai tifosi rossoblù:

Leonardo Pavoletti,
Elia Caprile,
Marco Palestra
o il nuovo beniamino Riyad Idrissi.

Eppure anche quei piccoli cartelli, a volte, vengono fatti abbassare per rispettare il regolamento.

Regole e buon senso

Il rispetto delle regole resta fondamentale per la sicurezza negli stadi. Ma nel calcio, come nella vita, forse serve anche una giusta dose di buon senso.

Perché uno striscione non è solo un pezzo di stoffa: è una forma di racconto popolare del calcio.

Una battuta, una dedica, un ricordo.
Un modo per dire: io sono qui per la mia squadra.

Dove ascoltare 90 secondi + recupero?

📌 Il podcast esce ogni venerdì alle 14.15 ed è disponibile:

  • su Spotify

  • in radio su Radiolina

  • su radiolina.it

  • su unionesarda.it

👉 Tutte le puntate di “90 secondi + recupero” sono ascoltabili su Spotify a questo link:
https://open.spotify.com/show/6bDxG6F9Zq0Qrgc45EpNY5

Non solo podcast: l’appuntamento continua su L’Unione Sarda

L’universo di “90 + recupero” non si ferma al podcast. Due giorni dopo ogni partita del Cagliari, Lele Casini propone la sua analisi nella finestrella rosa della sezione sportiva de L’Unione Sarda, nella rubrica “90 + recupero”: uno spazio riconoscibile e atteso, dedicato ai commenti, riflessioni e spunti rossoblù a caldo.

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Ascolta 90 secondi + Recupero anche su Spotify

90 secondi + Recupero è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.

A cura di Lele Casini.

 


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