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Caffè Corretto

Festa della Repubblica: il ruolo delle donne nel referendum del ’46

micPaola Pilia, Gianluca Scroccutoday2 Giugno 2026 13

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Festa della Repubblica: il significato storico del 2 giugno

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    Festa della Repubblica: il ruolo delle donne nel referendum del ’46 Giuseppe Valdes

La Festa della Repubblica non è soltanto una ricorrenza istituzionale, ma uno dei passaggi più decisivi della storia italiana. A ricordarlo è Gianluca Scroccu, docente di Storia contemporanea all’Università di Cagliari, intervenuto in occasione delle celebrazioni del 2 giugno. Un’occasione per riflettere sul significato del referendum del 1946, sul ruolo delle donne e sull’attualità dei principi costituzionali.

Bandiera italiana

Festa della Repubblica: l’importanza del voto delle donne

Commentando le parole del presidente Sergio Mattarella – “L’Italia della Repubblica è una storia di successo nel mondo. Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi” – Scroccu richiama il contesto storico in cui la Repubblica è nata.

“Se pensiamo al 2 giugno 1946 possiamo certamente essere orgogliosi di come gli italiani hanno costruito la Repubblica”, spiega il docente. Ma sottolinea anche come gli oltre settant’anni di storia repubblicana siano stati attraversati da fasi molto diverse: momenti di crescita e di partecipazione, ma anche crisi profonde.

Secondo Scroccu, oggi alcuni principi fondanti della Costituzione attraversano una fase delicata: “Pensiamo alla guerra e ai problemi economici, che rendono difficile l’attuazione concreta di molti valori della Repubblica”, osserva.

Referendum del 1946: in Sardegna vinse la monarchia

Uno dei temi centrali del 2 giugno 1946 resta il primo grande coinvolgimento politico delle donne italiane. Una fotografia scattata a Oniferi il giorno del referendum, con una donna elegante che vota con un bambino in braccio, diventa simbolo di quel momento storico.

Scroccu ricorda che il voto femminile era già stato sperimentato alcuni mesi prima nelle amministrative, ma il referendum rappresentò il momento della piena cittadinanza politica: “Quel 2 giugno si compie finalmente la cittadinanza completa nella storia d’Italia: votano anche le donne con elettorato attivo e passivo a livello politico nazionale”, sottolinea.

In Sardegna, come in gran parte del Mezzogiorno, il risultato premiò la monarchia. Oltre il 61% dei voti andò alla Corona, un dato che, secondo lo storico, non sorprende se letto alla luce degli ultimi anni di guerra e delle differenze territoriali nella diffusione della Resistenza.

La Repubblica ottenne infatti i risultati migliori nel Centro-Nord, dove l’esperienza resistenziale aveva avuto maggiore radicamento politico e sociale. Tuttavia, aggiunge Scroccu, l’evoluzione della storia repubblicana avrebbe progressivamente modificato anche gli orientamenti delle regioni meridionali e della Sardegna.

Donne, Costituzione e Pertini: il lascito del 2 giugno nella democrazia italiana

Nel suo intervento, Gianluca Scroccu richiama anche la figura di Sandro Pertini, protagonista del suo recente libro “Sandro Pertini”. Per l’ex presidente della Repubblica, il referendum del 1946 rappresentò il coronamento della lunga battaglia antifascista che lo aveva portato a trascorrere oltre quattordici anni tra carcere e confino: “Con il referendum nasceva finalmente un’idea di Repubblica che rifiutava una monarchia compromessa con il fascismo”, spiega lo storico.

Un altro elemento decisivo resta il contributo femminile alla costruzione della nuova Italia democratica. Nonostante fossero soltanto 21 le donne elette all’Assemblea Costituente, il loro ruolo fu determinante nella scrittura della Carta: “Per completare davvero i diritti in uno Stato è fondamentale che siano presenti tutte le componenti della società precedentemente escluse”, afferma Scroccu.

 

 

Intervista a cura di Paola Pilia

Caffè Corretto del 02-06-2026

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